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La legge elettorale fa esplodere la maggioranza di Gentiloni e la destra fu sovranista

La maggioranza del Governo Gentiloni si è rotta. Per la prima volta dall’avvio dell’esecutivo partito a inizio dicembre dopo la sconfitta del segretario PD e allora presidente del Consiglio Renzi l’esecutivo guidato dal Partito Democratico ha perso i voti di Mdp. La formazione fondata da ex PD come Bersani e D’Alema e parte degli ex Sel non confluiti in Sinistra italiana ha deciso di non votare la relazione sul Def, pur appoggiando lo scostamento dalla riduzione del pareggio di bilancio proposta dal Governo per poter finanziare la nuova legge di Bilancio. Si tratta del primo atto politico seguito all’incontro tra Giuliano Pisapia, in teoria leader delle forze a sinistra del PD, il capogruppo di Mdp Laforgia e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

LA ROTTURA TRA MDP E GOVERNO GENTILONI

Il viceministro Filippo Bubbico si è dimesso in quanto esponente di Mdp. La rottura della maggioranza di governo non è l’unica frattuta avvenuta nella politica italiana. Giorgia Meloni è infatti intervenuta in modo durissimo contro il referendum sull’autonomia promosso dalla Lombardia e dal Veneto dai due presidenti leghisti, Roberto Maroni e Luca Zaia. Sul Tempo di oggi la presidente di Fratelli d’Italia definisce la consultazione un tradimento della patria, schierandosi in modo radicalmente contrario a ogni pulsione secessionista evidenziata dai sostenitori dei referendum del 22 ottobre. Roberto Maroni ha accusato di slealtà la leader di FdI, involontariamente citando l’accusa di Re Felipe contro la Catalogna.

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FRATELLI D’ITALIA DI GIORGIA MELONI ROMPE COME MDP

Lo scontro nel centrosinistra e nel centrodestra è spiegabile però da un altro fattore che prescinde dal merito della politiva fiscale o dei referendum sull’autonomia.  Alla Camera dei Deputati il cosiddetto Rosatellum-bis avanza, e la nuova legge elettorale penalizza in particolar modo i partiti minori di eventuali alleanze, anche se in questo momento è assai difficile ipotizzare intesa tra PD e Mdp.  Difficile che la riforma per superare Consultellum per il Senato e Italicum rivisto dalla Corte Costituzionale vada in porto, ma intanto chi più ci perderebbe si fa sentire.

Foto copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI