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Marco Travaglio critica Grillo e Raggi per l’esultanza dopo la richiesta di rinvio a giudizio solo per falso

Marco Travaglio ha criticato l’esultanza di Beppe Grillo e Virginia Raggi seguita alla richiesta di rinvio a giudizio per falso fatta dalla procura di Roma per il sindaco della capitale. Nell’editoriale sul Fatto Quotidiano del 29 settembre 2017 il direttore scrive come «sbagliano Beppe Grillo e Virginia Raggi a cantare vittoria per la conclusione dell’indagine sulla sindaca di Roma. Il falso ideologico, per cui i Pm chiedono al Gup di rinviarla a giudizio, non è un reato bagatellare, tantomeno per un’ esponente del Movimento 5 Stelle che fa della trasparenza la sua bandiera».

TRAVAGLIO CONTRO GRILLO E RAGGI PER L’ESULTANZA PER LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER FALSO

Travaglio si distanzia in modo netto dalla reazione del Movimento 5 Stelle alla chiusura dell’indagine su Virginia Raggi, contraddistanta da toni di grande esultanza. Il direttore del Fatto comprende comunque il sollievo per la richiesta di archiviazione fatta dalla procura di Roma per ipotesi di reato più gravi, come gli abusi d’ufficio nelle nomine di Renato Marra, Salvatore Romeo e Carla Raineri, e rivelazione di segreto sul presunto dossier contro l’attuale presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito. Si trattava di reati più gravi, che avrebbero probabilmente rafforzato le pressioni verso le dimissioni di Raggi se fosse stata rinviata a giudizio. La decisione se e come si svolgerà il processo contro il sindaco di Roma spetta al Gup; per il momento secondo Travaglio non esistono comunque pressuposti – nulla di infamante, rimarca il direttore del Fatto – che impnga sanzioni disciplinari oppure le dimissioni, che invece dovrebbe rassegnare il sindaco M5S di Bagheria. L’editoriale del direttore del Fatto Quotidiano, dopo un’analisi sul reato di falso contestato a Virginia Raggi per la sua dichiarazone all’Autorità anticorruzione in merito alla nomima di Renato Marra, si conclude con una critica all’informazione. Marco Travaglio sottolinea come per il sindaco di Milano Beppe Sala sia stata richiesta il rinvio a giudizio per falso ideologico e materiale, su una ipotesi di reato più grave rispetto a quella contestata a Raggi, ma come la notizia sia stata sotanzialmente oscurata sui media.

 

Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO