fibrosi polmonare idiopatica
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È la settimana della fibrosi polmonare idiomatica, la malattia dei ‘guerrieri stanchi’

Un po’ di tosse, stanchezza, il fiato sempre più corto, fino a quando il respiro viene a mancare del tutto. Sono i sintomi, spesso ingannevoli, della fibrosi polmonare idiopatica (Ipf), una malattia rara e poco conosciuta, che spesso viene diagnosticata troppo tardi. Farla conoscere, per poterla combattere prima e meglio, è lo scopo della settimana mondiale dedicata a questo male, dal 17 al 24 settembre. In Italia il simbolo della campagna è un guerriero stanco, rappresentato da una statua di legno alta 4 metri, che sta facendo il giro delle piazze italiane: ha fatto tappa a Milano, Bologna, Padova e Napoli e concluderà il suo tour a Roma, domenica.

«L’Ipf – spiega all’AdnKronos Sergio Harari, direttore dell’Unità operativa di pneumologia dell’ospedale San Giuseppe di Milano (gruppo MultiMedica) ed esperto internazionale della malattia – è una malattia a prognosi infausta e aggressiva, ma dai sintomi aspecifici e ingannevoli: un po’ di tosse, mancanza di fiato via via ingravescente, stanchezza e facile affaticabilità. Per questo spesso la diagnosi è tardiva». 9 pazienti su 10 non ne avevano mai sentito parlare prima di aver scoperto di scoffrine.

«Basterebbe poco per migliorare la situazione – continua Harari – una visita specialistica pneumologica (il medico può riconoscere un reperto ascoltatorio particolare costituito da ‘rumori a velcro distaccato’), una radiografia del torace e una spirometria. Nei casi più difficili, un approfondimento con una Tac del torace senza contrasto potrà confermare o meno il dubbio diagnostico. La diagnosi precoce e una terapia tempestiva sono fondamentali per poter intervenire efficacemente con i farmaci oggi e così rallentare significativamente il decorso di questa malattia».

FIBROSI POLMONARE IDIOPATICA, CHI SONO LE PERSONE PIÙ A RISCHIO

I più colpiti dalla Ipf sono gli uomini over 60 e il fumo è un importante fattore di rischio: due terzi dei malati sono tabagisti o ex tabagisti. Nel loro tessuto polmonare si formano delle cicatrici, che lo rendono via via sempre più rigido. Da qui la progressione di un male, che rende chi ne soffre incapace di camminare o di sostenere una conversazione telefonica. Lo scopo delle iniziative #FightIpf è quello di far conoscere la fibrosi polmonare idiopatica ai cittadini, far scoprire loro i fattori di rischio e aiutare pazienti e familiari a non fermarsi davanti alla diagnosi, «a non sentirsi soli come il guerriero stanco simbolo della campagna», scrive l’AdnKronos.

In Lombardia, dove ogni anno si contano 5.500 persone malate di fibrosi polmonare idiopatica, con 400 nuovi casi diagnosticati ogni anno, gli specialisti sono scesi in piazza domenica e lunedì scorso. Nel gazebo allestito in piazza XXV Aprile, accanto alla statua del guerriero stanco, hanno offerto – oltre alle informazioni sull’Ipf – anche un test sui fattori di rischio. Chi è risultato positivo, ha potuto fissare una visita gratuita con uno pneumologo dell’ospedale San Giuseppe di Milano (fino a un massimo di 100 posti). L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Gruppo MultiMedica e con il patrocinio del Comune di Milano.