raffineria di Gela
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Dal greggio all’olio esausto: la raffineria di Gela avrà una seconda vita “green”

Si chiamerà proprio “Green Refinery” la nuova raffineria di Gela, in provincia di Caltanisetta. La seconda vita dell’enorme polo petrolchimico di Eni chiuso nel 2014 sarà completamente diversa dalla prima, iniziata negli anni ’60. Nel complesso industriale dove fino a tre anni fa si lavorava il petrolio greggio, dall’anno prossimo verranno utilizzati scarti della produzione alimentare, per produrre biocarburanti.

I lavori di trasformazione della raffineria di Gela – spiega l’AdnKronos – prevedono un investimento di 220 milioni di euro e dovrebbero essere ultimati entro giugno 2018, come promesso alla conferenza di presentazione dal Chief Refining & Marketing Officer Giuseppe Ricci e da Luigi Ciarrocchi, responsabile del progetto Gela. Secondo quest’ultimo «Gela diventerà uno dei poli green più importanti di Italia» e la nuova raffineria permetterà la «riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 60mila tonnellate annue».

LA SVOLTA GREEN DELLA RAFFINERIA DI GELA

La costruzione del nuovo impianto di produzione di idrogeno “Steam Reforming” – spiega l’agenzia di stampa – porterà la bioraffineria a utilizzare il 100% di materie prime di seconda generazione composte dagli scarti della produzione alimentare. Dai combustibili fossili, quindi, si passerà alla lavorazione degli oli vegetali per la produzione dei biocarburanti. L’impianto si doterà anche di un moderno polo per la spedizione dei greggi di produzione locale.

«In Italia si raccoglie meno di un terzo di olio vegetale esausto; bisogna far crescere il sistema di raccolta», ha dichiarato Giuseppe Ricci all’AdnKronos, aggiungendo spiegando perché la società ha scelto questa seconda vita per la raffineria di Gela: «Questa è una delle tante raffinerie che in seguito alla crisi energetica avrebbe dovuto chiudere definitivamente, quello che abbiamo voluto fare è un cambio di produzione che vada più nella direzione del percorso di trasformazione energetica che stiamo vivendo». Alla presentazione del progetto di conversione della raffineria di Gela c’era anche il sindaco della città, Domenico Messinese. «Abbiamo l’obbligo di dare un futuro a questo sito, occupazione e benessere economico e ambientale ci faranno vivere in un mondo più pulito che fa piacere a tutti», ha dichiarato.

Foto copertina: archivio ANSA

TAG: Eni, Gela