Noemi Durini
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Noemi, lanciate tre molotov contro la casa del 17enne presunto assassino

Il tentato linciaggio di quattro giorni fa al 17enne che aveva da poco confessato l’omicidio di Noemi Durini (la ragazza che era scomparsa da Specchia, Lecce, il 3 settembre) era il chiaro segnale di un clima di forte tensione. Che oggi viene confermato da un nuovo episodio, un atto intimidatorio nei confronti della famiglia del ragazzo reo confesso. Alcune bottiglie incendiarie sono state lanciate contro l’abitazione del giovane, dove ora vivono i genitori, ad Alessano, altro piccolo comune del Leccese. Lo raccontano i media locali. Quando sono state lanciate le molotov, nella notte tra venerdì e sabato, la madre e il padre del ragazzo erano in casa e hanno dato l’allarme. Ora sono in corso indagini sull’accaduto da parte dei carabinieri di Alessano, che hanno effettuato un sopralluogo e hanno raccolto residue delle bottiglie incendiarie. Al vaglio degli inquirenti ci sono ora i filmati di alcune telecamere private installate nella zona.

NOEMI DURINI, MOLOTOV CONTRO LA CASA DEL FIDANZATO 17ENNE REO CONFESSO

I genitori del 17enne, dal giorno della confessione del figlio sono rimasti in casa con finestre e serrande abbassate. Ora alcuni militari piantonano continuamente l’abitazione, giorno e notte. Le molotov lanciare sarebbero tre. Racconta oggi La Gazzetta del Mezzogiorno in un articolo a firma di Giuseppe Martella:

L’inquietante episodio si è verificato nella notte tra venerdì e sabato: mani al momento ancora anonime hanno lanciato le molotov e poi si sono dati alla fuga, favoriti anche dall’oscurità. Per fortuna, non si sono avuti danni importanti alla casa e soprattutto alle persone. Al momento del grave gesto intimidatorio, in casa c’erano infatti i familiari del 17enne. Sul posto, sono intervenuti prontamente i carabinieri della stazione di Alessano i quali hanno provveduto a recuperare e a porre sotto sequestro tutto il materiale incendiario rimasto all’interno della proprietà privata.

 

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NOEMI DURINI, FIDANZATO 17ENNE REO CONFESSO IN STATO DI FERMO

Il 17enne di Montesardo Salentino, una frazione di Alessano, aveva rischiato il linciaggio nella tarda serata di mercoledì all’uscita dalla sede della stazione dei carabinieri di Specchia in via Giovanni XXIII dove era stato ascoltato per molte ore alla presenza del proprio difensore e del procuratore capo del tribunale dei minori. Il ragazzo, che era il fidanzato della vittima, aveva avuto atteggiamenti irriguardosi e di sfida. Aveva alzato la mano destra in segno di saluto alla gente che gli fischiava contro e lo apostrofava. Ora si trova in stato di fermo in attesa di una decisione del gip.

(Un’immagine da un video tv dell’uscita dalla stazione dei carabinieri di Specchia del presunto assassino di Noemi Durini)