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Di Maio leader spacca il M5S. Il deputato Gallo: «Non è più il Movimento di Grillo»

La leadership di Luigi Di Maio spacca il Movimento 5 Stelle. La corsa per la candidatura a premier del vicepresidente della Camera ha generato più di qualche malumore all’interno del partito fondato da Beppe Grillo, con il sospetto che le regole per la scelta dell’aspirante presidente del Consiglio siano state cucite su misura per il deputato di Pomigliano d’Arco. A criticare le scelte delle ultime settimane è soprattutto l’area più movimentista del M5S.

 

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LUIGI DI MAIO LEADER SPACCA IL M5S, ORTODOSSI CONTRO L’INCORONAZIONE

Gli ortodossi criticano una sorta di passo indietro di Grillo in favore di Di Maio, preoccupati per il rischio che il vicepresidente della Camera in futuro possa prendere qualsiasi decisione e confinarli in un angolo. «Il Movimento diventa un’altra cosa», ripetono. Roberto Fico, intanto, l’oppositore naturale di Di Maio, non si espone e sembra intenzionato a non candidarsi. Ma resta in silenzio anche Alessandro Di Battista, altro componente del vecchio direttorio 5 Stelle. Non si espongono i senatori Nicola Morra e Paola Taverna. E circola la voce che una fronda di parlamentari sia addirittura disposta a una fuga all’indomani del successo di Di Maio alle primarie online. Chi esce allo scoperto per sollevare dubbi sulle scelte del M5S è invece il deputato Luigi Gallo che ieri su Facebook ha commentato in maniera netta. «Dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio», ha scritto in un post elencando i poteri del capo politico che verrà.

LUIGI DI MAIO LEADER M5S, GALLO: «IL CANDIDATO PREMIER NON SIA CAPO POLITICO»

Gallo contesta l’«anomalia» di una votazione che non servirà a «scegliere più solo il candidato premier, ma il capo politico, che – ha spiegato in un’intervista rilasciata a Repubblica – secondo il nostro regolamento fa una serie di cose fondamentali: sceglie i temi delle votazioni, le regole, gli organi di garanzia di cui può invalidare le decisioni». «Ha un ruolo di garante, e questo per chi vota deve essere chiaro», ha sottolineato ancora il parlamentare. In sostanza la selezione del candidato premier e del capo politico, per il parlamentare dissidente, andrebbero distinte:

«Stiamo sottraendo delle funzioni che svolgeva Beppe Grillo affidandole alla stessa persona che sarà il candidato premier. Io penso invece che andrebbero separate le selezioni e le votazioni».

Devono essere due persone diverse?

«Certo. Il capo politico ha una funzione di garanzia per tutti. E di equilibrio. Il Movimento 5 stelle è nato per essere equilibrato, per cercare una terza via rispetto a quella dei partiti tradizionali».

Sta contestando una scelta di Grillo?

«Non mi sembra che questo post fosse firmato da Grillo».

Gallo ricorda il ‘Non statuto’ M5S «che parlava di scelte che nascono da un dibattito nei meet up e in rete». «È questo che chiedo», dice. E sostiene che Grillo sia la «persona più giusta» per fare da garante del Movimento, perché «non ha conflitti di interesse, non ha nessuna carica, nessuna poltrona, nessun ruolo per cui la politica possa fornirgli denaro e potere», «una figura indipendente in cui tutti noi possiamo riporre fiducia». E Di Maio non lo è? «Non può esserlo il candidato premier».

(Foto: ANSA / CLAUDIO PERI)