Di Maio candidato unico
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Quando Di Maio escludeva di candidarsi se indagato | VIDEO

Luigi Di Maio sarà il pressosché sicuro canditato premier del M5S alle prossime elezioni politiche. La votazione che si terrà prima della kermesse di Italia 5 Stelle designerà il vicepresidente della Camera capo politico, e consentirà di partecipare a questa selezione anche chi è sottoposto a indagini penali. Come rimarca il regolamento, «ai candidati a conoscenza di indagini o procedimenti penali verrà richiesto un certificato rilasciato ai sensi dell’art. 335 del c.p.p., nonché i documenti relativi ai fatti contestati ed una breve relazione illustrativa dei fatti con autorizzazione espressa alla pubblicazione di tali atti nell’ambito dello spazio riservato a ciascun candidato». La regola è una relativa novità nel mondo del M5S, visto che nel nuovo codice etico la rigità passata che prevedeva l’incandidabilità degli indagati è stata smussata, con la sospensione che avviene solo per reati gravi. La regola consnete così a Di Maio, attualmente indagato per due procedimenti minori, di correre per essere il candidato premier del M5S, come già annunciato da tempo.

IL VIDEO DI DI MAIO CHE ESCLUDE DI CANDIDARSI SE INDAGATO

In passato non era così, e i 5 Stelle ne avevano fatto una delle loro bandiere per rimarcare la diversità rispetto ai partiti della Casta. Luigi Di Maio aveva escluso nel 2014 di candidarsi nel caso di indagine penale nei suoi confronti, come si vede in questo video del Fatto Quotidiano.

 

 

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Una posizione in palese contraddizione con la situazione attuale. Luigi Di Maio è in questo momento indagato per preseunta diffamazione dopo le denunce contro di lui di Marika Cassimatis e Giovanni Favia. Ecco come descrive queste indagini Jacopo Iacoboni su La Stampa. «Il secondo motivo di malumore è che proprio l’unico candidato in campo nel momento in cui scriviamo – che dunque possiamo chiamare senza ironia il favorito – ossia Luigi Di Maio, si trova esattamente nella condizione descritta dalla nuova regola di Grillo: ha due procedimenti in corso per presunta diffamazione, uno su denuncia di Marika Cassimatis, che fu da lui raffigurata con parole che – a detta di lei – la facevano sembrare un’infiltrata e approfittatrice («I cittadini – aveva detto il vicepresidente della Camera – apprezzano sempre quando una forza politica allontana chi si approfitta della stessa. Alcuni si fanno eleggere con questa e dopo poco passano al gruppo misto»), l’altro su denuncia di Giovanni Favia (un procedimento che sembra viaggiare verso una più che possibile condanna, Di Maio dette a Favia del «piccolo Fiorito»)».

LA RISPOSTA DI GRILLO ALLA POLEMICA SU DI MAIO INDAGATO E CANDIDATO

 

Grillo ha risposto così alle polemiche in merito alla regola che consente agli indagati di candidarsi sul blog, con uno dei suoi proverbiali post scriptum.«PS: Aiutate i partiti! A seguito di questo post stanno avendo un travaso di bile perchè presto avremo un candidato premier mentre loro dovranno scannarsi tra tutte le loro correnti interne per soddisfare tutte le brame di potere. Non c’è nessuna nuova regola riguardante chi ha procedimenti giudiziari in corso: in base al codice etico del MoVimento 5 Stelle gli indagati per fatti e comportamenti gravi, ancor prima che ci sia una sentenza della magistratura o addirittura ancor prima che ricevano un avviso di garanzia, vengono sospesi. Ciò esclude automaticamente la possibilità di una loro candidatura. E’ evidente, dunque, che chi in base al codice etico ha i requisiti per rimanere nel MoVimento 5 Stelle poi, di conseguenza, abbia anche i requisiti, e il diritto, di candidarsi. Gli altri partiti, che hanno candidato condannati per anni e che si sono presi i soldi di Buzzi, vogliono insegnare a noi la legalità. Gli consigliamo di tranquillizzarsi e di godersi il vitalizio che hanno percepito a partire da oggi, tanto quando andremo al governo lo taglieremo. I partiti non hanno nè candidati nè programmi, solo poltrone da salvare. Il MoVimento 5 Stelle dal 23 settembre avrà un candidato premier e un programma da presentare agli italiani. Questa è l’unica cosa che conta. »

Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO