Fabrizio Corona
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«Fabrizio Corona non è un deliquente professionale»: le motivazioni della condanna a un anno

Fabrizio Corona è stato condannato a un  anno di carcere invece dei cinque richiesti dall’accusa perché non è un delinquente professionale. Lo rimarcano i giudici Guido Salvini, Andrea Ghinetti e Chiara Nobi, nelle motivazioni della sentenza pronunciata lo scorso 12 giugno.

LE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA A UN ANNO DI FABRIZIO CORONA

Corona è riuscito a evitare le aggravanti in quanto il reato commesso non prefigura una continuità con gli altri illeciti per cui è stato condannato. I magistrati sottolineano come l’aver nascosto circa 2 milioni e mezzo di euro in conti in Austria e nel soffitto della  abituazione  di una sua collaboratrice rappresenti un reato di  natura prettamente fiscale. «Le concrete modalità del reato per il quale l’imputato è stato giudicato colpevole non consentono infatti di ritenere, alla luce della ricostruzione complessiva dei fatti e della lontananza nel tempo delle condotte che hanno dato origine alle precedenti condanne, che egli viva abitualmente del provento dei reati».  I magistrati hanno rimarcato come il dibattimento abbia provato, nonostante le reticenze di diversi testimoni, la tesi difensiva di Fabrizio Corona, che ha accumulato una somma così ingente di denaro grazie alle moltissime serate pagate in nero.

 

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I giudici Guido Salvini, Andrea Ghinetti e Chiara Nobi hanno così smentito l’accusa più grave rivolta nei confronti del noto fotografo, ovvero quella di riciclaggio di denaro altrui, con provenienza anche malavitosa. La sentenza era stato accolta con enorme soddisfazione di Fabrizio Corona, che aveva esultato per la pena molto più mite rispetto alla richiesta dell’accusa. Corona rimane ancora in carcere, ma le motivazioni potrebbero favorire il suo affidamento ai servizi sociali per scontare la parte rimanente della pena.

Foto copertina: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO