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Vaccini, sono seicentomila i bambini inadempienti per l’accesso ad asilo e scuola

Vaccini, il decreto Lorenzin ha introdotto dieci immunizzazioni obbligatorie al fine di poter accedere agli asili e alle scuole per gli alunni di età compresa tra o e 16 anni. A ormai pochi giorni dalla riapertura di scuole e asili la situazione appare piuttosto caotica, perché sono centinaia di migliaia i bambini che hanno saltato almeno una dose di esavalente (antipolio, tetano, difterite, epatite b, pertosse, Aemophilus influentiae, responsabile di meningite) e di trivalente (morbillo, rosolia, parotite). Sopratutto la dose di trivalente è la più problematica, visto che molti genitori sono contrari a far vaccinare i figli da malattie infettive come il morbillo o i cosiddetti orecchioni.

VACCINI, SEICENTOMILA BAMBINI INADEMPIENTI ALL’OBBLIGO PER ASILI E SCUOLE

La stima di seicentomila inadempienti all’obbligo di vaccini è riportata sul Corriere della Sera di oggi, che la attribuisce a fonti del ministero della Salute. Il dato non è preciso, anche se indicativo della gravità del problema.

Il dato è una «stima grossolana», chiarisce il ministero della Salute. «Siamo in attesa di ricevere le informazioni precise dalle Regioni entro il 31 agosto: quanti si devono mettere in regola, quanti gli adempienti, quante le prenotazioni già in agenda per ricevere le dosi necessarie», sono prudenti alla direzione generale di prevenzione diretta da Ranieri Guerra.

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Il ministero del Salute è preoccupato per il possibile caos scatenato da così tanti bambini inadempienti alle vaccinazioni obbligatorie, ma affida al Corriere della Sera alcuni messaggi tranquillizzanti. Dieci vaccini obbligatori sono in realtà due punture. Il decrero Lorenzin prevede sei mesi di tempo dall’avvio del ciclo scolastico perché si rispetti l’obbligo di vaccinazione. Quindi i genitori hanno tempo fino al 10 marzo per mettere in regola i loro figli. Inoltre, si utilizzerà una certa flessibilità nel rispetto di questa nuova regola, che costituisce una novità per tutti gli attori coinvolti, famiglie come istituzioni.

«Sarà un rodaggio per tutti». Chi non dovesse riuscire a causa di disorganizzazione dei servizi a completare il ciclo di profilassi richiesto non rischia di restare fuori dalla classe. Fermo restando che non si transige sul rispetto dell’obbligo.Nonostante il catastrofismo di voci contrarie alla rivoluzione, le Regioni dovrebbero arrivare preparate all’esame, eccezioni a parte. Sono avvantaggiate quelle dotate di anagrafe informatizzata vaccinale. In alcune realtà vige ancora il sistema cartaceo.

Foto copertina: ANSA / CIRO FUSCO

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