Spaccate braccio
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«Spaccategli un braccio», il funzionario di polizia aveva già ordinato la carica contro gli operai Thyssen

«Spaccategli un braccio se qualcuno tira per loro, questi devono sparire, peggio per loro». La frase del poliziotto diventata il caso più controverso dello sgombero dei rifugiati di piazza Indipendenza è stata pronunciata da un dirigente delle forze dell’ordine già noto alle cronaca. Secondo la rapida inchiesta interna condotta dalla polizia di Stato – il capo Franco Gabrielli aveva immediatamente definito grave l’episodio – si tratta dello stesso dirigente che aveva dato l’ordine di caricare il corteo degli operai di Thyssen.

«SPACCATE BRACCIO» CHI È IL POLIZIOTTO CONTRO I RIFUGIATI

Nell’ottobre del 2014 una manifestazione contro i licenziamenti organizzata dalla Fiom era stata oggetto di una carica della polizia, dopo che gli operai in corteo, guidati dall’allora segretario dei metalmeccanici della Cgil Maurizio Landini, aveva deciso di protestare sotto i ministeri. Il funzionario urlò più volte «Caricate, caricate», e fu individuato dalle telecamere di Gazebo, allora su Rai 3. La trasmissione condotta da Diego Bianchi mostrò inoltre il dialogo acceso tra il funzionario di polizia e Maurizio Landini.

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Come riporta La Repubblica il dirigente di polizia è stato alla squadra mobile prima di guidare diversi commissariati di Roma. Oggi sarà sentito dai suoi superiori in merito a «Spaccategli un braccio», la frase pronunciata durante l’inseguimento ai rifugiati che erano scappati verso la stazione di Roma Termini. La polizia di Stato vuole chiedere immediatamente la vicenda che ha suscitato una forte polemica. Il ministero degli Interni, dopo le critiche allo sgombero violento dei rifugiati di piazza Indipendenza, ha deciso di sospenderli senza una soluzione abitativa alternativa. La vicenda è diventata politicamente molto controversa, con forti critiche da parte della Chiesa così come di numerose organizzazioni impegnate nella solidarietà, mentre la polizia è stata difesa senza se e senza ma dai leader di Lega Nord e M5S, Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Foto copertina: ANSA/FERMO IMMAGINE