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L’inarrestabile declino dei quotidiani cartacei: in edicola sempre meno vendite

Le edicole italiane vendono sempre meno quotidiani. Non è una novità, ma il quadro dipinto dagli ultimi dati pubblicati da Ads – in istituto controllato da editori e pubblicitari che da 40 anni monitora le vendite dei giornali – è a tinte davvero fosche. I numeri si riferiscono a giugno 2017 e se li si mette a confronto con quelli di un anno prima, si nota che solo tutti i quotidiani – eccezion fatta per Il Giorno, la Gazzetta di Modena e la Nuova Ferrara – hanno subito un calo delle vendite.

CALO DELLE VENDITE DEI QUOTIDIANI: MAGLIA NERA IL GIORNALE E REPUBBLICA

I quotidiani che hanno perso di più sono il Giornale e Repubblica. Il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti in 12 mesi ha perso 14mila copie (da 71mila a 57mila), quasi il 20% in meno. Una percentuale appena appena inferiore quella delle perdite di Repubblica, che è passata dalle 223.356 copie vendute nel giugno 2016 alle 183.116 del giugno 2017. È calato anche il Corriere della Sera, ma meno di Repubblica, sia in termini assoluti che percentuali: il quotidiano di via Solferino ha infatti perso 13mila copie su 216mila vendute 12 mesi prima.

Quotidiani
nazionali
Vendite giugno 2017 Vendite giugno 2016
Il Corriere della Sera 203.571 216.403
La Repubblica 183.116 223.356
La Stampa 124.257 133.259
Il Giornale 57.312 71.557
Il Sole 24 Ore 52.823 69.661
Il Fatto Quotidiano 35.352 36.682
Italia Oggi 28.126 30.062
Libero 24.100 31.286
Avvenire 22.117 20.690
Il Manifesto 8.108 8.484

 

I QUOTIDIANI LOCALI REGGONO LE VENDITE, DOPO LA GRANDE CRISI

I quotidiani locali, che rispetto al 2007 hanno dimezzato le copie vendute, nell’ultimo anno hanno perso molto meno rispetto ai nazionali. Tra loro gli unici tre giornali che a giungo 2017 hanno venduto più di 12 mesi prima: sono il Giorno, passato da 37.816 copie vendute in edicola a 42.221, la Gazzetta di Modena, 7.751 copie rispetto alle 7.593, e la Nuova Ferrara, passata da 6.603 copie alle 6.689 vendute due mesi fa. Tutti gli altri hanno perso, ma non di molto.

Quotidiani
locali
Vendite giugno 2017 Vendite giugno 2016
Il Resto del Carlino 96.734 100.040
Il Messaggero 90.084 98.237
La Nazione 70.347 75.863
Il Gazzettino 46.991 49.829
Il Secolo XIX 41.732 44.007
Il Tirreno 40.354 43.420
L’Unione Sarda 37.113 40.194
Messaggero Veneto 37.307 39.343
Il Giorno 42.221 37.816
Nuova Sardegna 33.075 36.162
Il Mattino 30.923 35.049
L’Arena di Verona 23.686 24.879
L’Eco di Bergamo 22.218 24.436
La Gazzetta del Sud 20.887 23.763
Il Giornale di Vicenza 21.893 23.542
Il Piccolo 20.817 22.692
La Provincia (Co-Lc-So) 18.443 20.332
Il Giornale di Brescia 19.454 21.021
Gazzetta del Mezzogiorno 19.046 20.835
Libertà 18.084 19.159
La Gazzetta di Parma 18.190 18.732
Il Mattino di Padova 18.145 19.375
La Gazzetta di Mantova 16.782 17.762
Il Giornale di Sicilia 14.972 17.895
La Sicilia 15.647 16.965
La Provincia di Cremona 12.945 13.617
Il Centro 14.255 12.749
Il Tempo 15.263  —
La Provincia Pavese 11.497 12.831
Alto Adige-Trentino 10.005 12.670
L’Adige 12.481 12.898
La Nuova Venezia 8.308 12.454
La Tribuna di Treviso 10.818 11.479
Nuovo Quot. di Puglia 10.702 11.393
Corriere Adriatico 13.808 11.161
Corriere dell’Umbria 10.158 10.630

 

ANCHE I QUOTIDIANI SPORTIVI REGGONO

Perdono un po’ anche i quotidiani sportivi, ma mai quando i nazionali. I dati si riferiscono alle edizioni del lunedì, le più vendute. La Gazzetta dello Sport nel giugno 2017 ha venduto meno di 1.000 copie meno dell’anno precedente, 4mila copie in meno per il Corriere dello Sport e 3mila quelle perse da Tuttosport.

Quotidiani
sportivi
Vendite giugno 2017 Vendite giugno 2016
Gazzetta dello Sport Lunedì 165.262 166.146
Corriere dello Sport Lunedì 87.211 91.141
Tuttosport Lunedì 54.895 57.650

L’ANALISI DI PANSA SUL CALO DELLE VENDITE DEI QUOTIDIANI

Blitzquotidiano, che riporta i dati sull’incredibile calo delle vendite dei quotidiani in edicola certificato dagli ultimi dati di Ads, riporta il commento su La Verità di Giampaolo Pansa:

Il quadro è desolante, ha notato con dolore un vecchio leone del giornalismo italiano, Giampaolo Pansa. Sono lacrime quelle che ha versato nel suo articolo sul nuovo quotidiano, La Verità_Pansa_Bestiario (1). La Verità in giugno ha venduto 21 mila 722 copie, un anno fa non esisteva.

Sia chiaro: parliamo delle sole vendite in edicola. Esse sono la conseguenza di centinaia di migliaia di deliberati atti frutto di deliberate scelte da parte dei lettori-compratori. Questo non rileva ai fini della capacità di influenza dei giornali. Il Fatto, con le sue 35.352 copie vendute in giugno (1.300 meno di un anno fa) pesa come se ne vendesse 350 mila. Non significa nemmeno che i giornali, in quanto organizzazioni professionali e industriali di raccolta e distribuzione di notizie e opinioni siano condannati. La tecnologia e il mercato cambieranno le condizioni ma il giornale resterà. Carta? Solo digitale? Come è stato negli ultimi due secoli o sullo schermo di un telefonino?

La notizia è la materia prima del business, il modo in cui viene lavorata, impacchettata e diffusa è evoluto e evolve. Le notizie si sapevano anche all’età della pietra. Le bufale le hanno inventate i romani. Pensate le sconcezze addossate a Nerone.

Già una volta, in Italia almeno, li avevano dati per morti, negli anni ’70. Ci vollero una Federazione degli editori guidata da un grande personaggio come Giovanni Giovannini, un Governo lungimirante come quelli a cavallo del 1980, editori che non ce ne è più come Carlo Caracciolo. Vent’anni dopo i giornali sarebbero diventati h*t properties che hanno arricchito molti.

Foto copertina: Pixabay

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