B&B NO GAY FRIENDLY
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Nuovo caso di omofobia in Puglia: «B&B NO GAY friendly»

B&B NO GAY friendly a Monopoli, in provincia di Bari. La struttura Villa Maria Colavitti lo scrive chiaramente sul portale ben-and-breakfast.it, dove è possibile prenotare un soggiorno. Tre le informazioni: “Mare a 5 minuti di macchina, no gay friendly”. Non è chiaro se il dettaglio serva a incentivare clienti omofobi a prenotare o a tenere lontane le coppie dello stesso sesso, probabilmente sono vere entrambe le cose.

IL B&B NO GAY FRIENDLY SEGNALATO DA CATHY LA TORRE

A segnalare l’ennesimo caso di omofobia nelle strutture turistiche è stata Cathy La Torre, vicepresidente del Movimento italiano transessuali (Mit): “Estate 2017, la moda è diventata specificare che si è NO qualcosa. Questo B&B è smoker friendly, handicap friendly ma NO LGBT friendly. Le coppie omosessuali NON sono gradite!”, scrive in un post su Facebook, linkando la pagina dell’B&B NO GAY friendly sul portale di prenotazioni, da cui ora è sparita l’indicazione omofoba.

 

Cathy La Torre aggiunge: “Ogni giorno mi segnalate una struttura che non accetta la diversità. Quello che un tempo era indicibile ora viene addirittura codificato”. “Arriveremo anche a specificare quale pratiche sessuali non accettiamo nelle nostre strutture? Arriveremo a dire NO sesso friendly? O no onnivori friendly?”, si chiede l’attivista, concludendo con una riflessione amara: “La lista si allunga e di sto passo accetteremo solo chi è uno specchio delle nostre caratteristiche o delle nostre abitudini?”

I TANTI EPISODI DI OMOFOBIA NELLE STRUTTURE TURISTICHE NELL’ESTATE 2017

Tanti quest’estate gli episodi di omofobia nelle strutture turistiche, soprattutto in Puglia. A fine luglio a San Foca, marina di Melendugno – come riporta Repubblica – un gestore specificava nel suo annuncio: “Niente casa in affitto a persone che aderiscono all’ideologia gender e coppie omosessuali, anche se unite dal rito civile”. C’è stato poi il cartello che ha suscitato grosse polemiche della toilette per gay all’agriturismo Le Camporelle, vicino Lecce. La titolare si è giustificata, dicendo che era stato messo dalla precedente gestione e che non si notava, finchè qualcuno – forse per scherzo – lo ha reso visibile e fotografato. L’accusa di omofobia – ha sostenuto la proprietaria dell’agriturismo Le Camporelle – le ha causato un grande danno d’immagine. Sarà, ma evidentemente tutti i titolari di strutture turistiche che su internet specificano di essere NO GAY friendly non hanno poi tanta paura di essere tacciati di omofobia.