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Virginia Raggi attaccata per lo sgombero di piazza Indipendenza

Raggi di nuovo attaccata per lo sgombero violento di piazza Indipendenza. Le immagini dell’acqua gettata dagli idranti contro centinaia di rifugiati a Roma così come gli inseguimenti e le manganellate dei poliziotti  hanno fatto il giro del mondo, e su molti quotidiani ci sono commenti polemici in merito a quanto avvenuto. I responsabili dell’ordine pubblico, il prefetto di Roma Paola Basilone e il capo della Polizia Franco Gabrielli, evidenziano in diverse interviste concesse ai principali quotidiani nazionali l’esigenza di ripristinare la legalità.

LE CRITICHE A RAGGI PER LO SGOMBERO DI PIAZZA INDIPENDENZA

Gabrielli parla esplicitamente di altre responsabilità in un colloquio con Repubblica che hanno provocato la situazione esplosiva di piazza Indipendenza, che hanno portato un’umanità varia a vivere in condizioni sub-umane al centro della Capitale. Alla stessa testata il profetto Basilone rimarca le difficoltà incontrate in questi mesi sulla questione di via Curtatone, il palazzo in cui per quattro anni hanno vissuto i rifugiati sgombrati in modo violento da piazza Indipendenza. Le critiche all’assenza di un’iniziativa concreta dell’amministrazione comunale arrivano anche dalla Chiesa. Il delegato di Migrantes per il Lazio, monsignor Paolo Lojudice, evidenzia come sia mancata la fase di mediazione con i rifugiati, criticando la mancanza di soluzioni alternative proposte.

 

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LA SVOLTA DI RAGGI SUI RIFUGIATI

La questione dei trecento rifugiati eritrei ed etiopi di via Curtatone si procrastina da molto tempo, visto che l’occupazione è stata dichiarata abusiva il 1° dicembre del 2015. Da allora non si è arrivati ad alcuna soluzione concreta, e lo sgombero di ieri ha palesato la criticità della mancata gestione di questo processo. Critiche rimarcate anche dall’Unicef, da cui viene l’assessore alle Politiche sociali Baldassare, che era in ferie durante lo sgombero. Secondo il Manifesto si è così compiuta, nel più completo silenzio, la svolta securitaria di Virginia Raggi sul tema rifugiati.  I tempi in cui il sindaco di Roma li chiamava nostri fratelli sono ormai lontanissimi.

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I RIFUGIATI SONO NOSTRI FRATELLI E SORELLE. A ROMA NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO
Questa mattina ho partecipato ai lavori del summit “Europa, i rifugiati sono nostri fratelli e sorelle” organizzato in Vaticano. Un vertice che pone al centro dell’attenzione un’emergenza di carattere umanitario che ci sta particolarmente a cuore e sulla quale abbiamo bisogno di discutere e lavorare insieme per trovare delle soluzioni credibili. Tutti noi sappiamo che i sindaci sono in prima linea nell’affrontare molte delle grandi problematiche che affliggono le nostre società contemporanee. Problematiche ma anche opportunità di crescita per le nostre società spesso chiuse nel loro egoismo. Tra queste opportunità, preferisco chiamarle così, c’è oggi in primo piano l’accoglienza ai rifugiati. Proprio i sindaci e le loro città si trovano spesso di fronte agli effetti dei grandi flussi migratori. Dobbiamo garantire un’assistenza dignitosa, un tetto, un alloggio, calore umano.

Foto copertina: Andrea Ronchini/Pacific Press via ZUMA Wire