Due figli per donna
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Dopo il Fertility Day della Lorenzin arrivano gli incentivi fiscali dei sindaci. Obiettivo: due figli a donna

Un piano strategico con un obiettivo chiaro: incrementare il livello di natalità italiano dall’attuale 1,34 a due figli a donna. Lo hanno presentato al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione un pool di sindaci del centro sinistra: in testa il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, con lui Matteo Biffoni, (Prato), Luigi Brugnaro (Venezia), Andrea Gnassi (Rimini), Giorgio Gori, (Bergamo), Francesco Nelli (Cittareale) e Matteo Ricci (Pesaro).

IL DOCUMENTO DEI SINDACI PER RIPORTARE LA NATALITÀ A DUE FIGLI A DONNA

L’obbiettivo dei due figli a donna è quello “di garantire il ricambio generazionale e quindi il futuro del nostro Paese”, spiegano i sindaci, siglando un documento in cui chiedono “a tal fine l’impegno di maggiori risorse economiche, da reperire attraverso l’efficientamento e razionalizzazione della spesa pubblica”. La proposta è vasta: va dalla richiesta di incentivi fiscali per i neogenitori, alla “promozione di una corretta campagna comunicativa, scevra da approcci ideologici” – chissà se il riferimento è al Fertility Day della Lorenzin – fino a un piano per modellare l’organizzazione del lavoro sulle esigenze delle famiglie.

Che cosa di tutto questo concretamente possano fare i sindaci resta un mistero. Loro, per raggiungere l’obiettivo dei due figli a donna, sono “pronti come amministratori di importanti città a garantire un apporto concreto di idee e attività per creare le condizioni per una crescita demografica. Va riaffermato, infatti, il ruolo unico ed insostituibile che su questi temi possono svolgere i comuni e le amministrazioni locali, da un lato, le istituzioni più vicine alla vita ordinaria delle persone e, dall’altro, i soggetti attivi delle politiche urbane che, ormai è accettato da tutti, sono l’unico vero motore pulsante delle politiche pubbliche”.

DEI DUE FIGLI A DONNA, LA SPIEGAZIONE DI NARDELLA

L’Huffingtonpost ha chiesto qualche spiegazione a Dario Nardella sul documento che ha firmato insieme agli altri cittadini. Ecco come per il primo cittadino di Firenze si può perseguire l’obiettivo dell’incremento demografico, per portarlo ai due figli a donna: “Per esempio maggiori incentivi fiscali ed economici per i neo genitori, la creazione di un sistema di welfare che offra diritti di maternità e paternità a tutti i lavoratori, l’ampliamento della platea interessata al reddito di inclusione, l’attivazione di asili, il varo di un piano nazionale per l’inserimento sociale degli immigrati, la riduzione delle spese per l’iscrizione e la frequenza alle scuole dell’infanzia”.

DUE FIGLI A DONNA, LA POLEMICA SUI SOCIAL

Nessuna idea particolarmente innovativa e soprattutto niente di offensivo, se non quell’obiettivo dei due figli a donna, che suona un po’ da regime totalitario, come hanno notato gli utenti di Twitter e Facebook. Sui social c’è chi fa dell’ironia su Nardella, che ieri al meeting di Rimini ha fatto una battuta piuttosto fuori luogo: mentre il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro rispondeva in un’intervista a una domanda sul terrorismo, per scherzare Nardella è intervenuto urlando “Allah akbar”. Una battuta che ha fatto ridere praticamente solo i due primi cittadini e che ha costretto – dopo che il video è stato diffuso – il sindaco di Firenze alle scuse.

GUARDA IL VIDEO > URLA “ALLAH AKBAR”: L’IRONIA DEL SINDACO DI FIRENZE DARIO NARDELLA | VIDEO

Molte le critiche e l’ironia sui social alla proposte dei due figli per donna: “Chiamateli figli della lupa”, “E alla tassa sugli scapoli non avete pensato?”, “Ma li mantiene Nardella i due figli?”, “Offrite anche un pacco di pasta alle puerpere!”.

Foto copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI