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Borotalco, una nuova condanna record a Johnson & Johnson per tumore all’ovaio

Borotalco, Johnson & Johnson è stata condannata dal tribunale di Los Angeles a risarcire 417 milioni di dollari a una donna a cui il prodotto avrebbe causato un tumore all’ovaio. Non è la prima condanna di questo tipo subita dalla multinazionale farmaceutica, contro cui sono state intentate negli Stati Uniti oltre duemila cause per gli effetti cancerogeni del borotalco prodotto e commerciato. Johnson & Johnson preannuncia il ricorso contro le sentenze di primo grado, ma se dovesse perderlo, si calcola che dovrebbe risarcire oltre 300 milioni di dollari a tutte le donne che hanno fatto causa.

La donna che ieri ha vinto la causa di primo grado contro Johnson & Johnson si chiama Eva Echeverria ed è malata da tempo di tumore all’ovaio, causatole – sostiene e i giudici le hanno dato ragione – dal prolungato uso in zone genitali del borotalco prodotto dall’azienda. Al centro di quasi tutte le duemila cause intentate contro la multinazionale c’è il borotalco “Baby Powder”.

BOROTALCO JOHNSON & JOHNSON, TUTTE LE CONDANNE PER GLI EFFETTI CANCEROGENI

Quella inflitta dal Tribunale di Los Angeles contro Johnson & Johnson è una condanna record, ovviamente per la cifra, 417 milioni di dollari, oltre 350 milioni di euro. Non è però la prima volta che la multinazionale perde in primo grado delle cause contro gli effetti cancerogeni del borotalco. Il primo caso a febbraio 2016, alla corte di St. Louis, nel Missouri: Johnson & Johnson fu condannata dal Tribunale del Missouri a risarcire 72 milioni di dollari alla famiglia di una donna dell’Alabama, morta di tumore alle ovaie. Pochi mesi dopo, a maggio, la stessa corte ha stabilito un danno di 55 milioni di dollari a una donna del Sud Dakota, che però era sopravvissuta al tumore. E nell’ottobre dello stesso anno la vittoria di Deborah Giannecchini, abitante di Modesto, in California, che ha accusato Johnson & Johnson di condotta negligente nel produrre e pubblicizzare il borotalco e si è vista riconoscere un danno da 70 milioni di dollari. Non tutti i Tribunali, però, concordano: nel New Jersey la multinazionale ha vinto due cause per la correlazione tra l’utilizzo del borotalco e l’insorgere del tumore alle ovaie.

BOROTALCO JOHNSON & JOHNSON, NEL MIRINO LE TRACCE DI AMIANTO

Le condanne a Johnson & Johnson si basano sul fatto che la compagnia sapesse già dal 1980 degli effetti cancerogeni del borotalco per bambini che commerciava, ma che non ne abbia correttamente informato i consumatori. La multinazionale si difende, sostenendo che non sia così e che il loro prodotto sia composto solo da minerali naturali che non provocano il tumore all’ovaio. In realtà nel mirino non ci sono i composti della polvere, ma le tracce di amianto che essa contiene, perché presenti nella confezione. L’ipotesi è che il borotalco attraverso i genitali esterni riesca a raggiungere l’ovaio e a provocare uno stato di costante infiammazione, che poi può degenerare in tumore.

BOROTALCO, IN ITALIA LA SCIENZA RASSICURA: NESSUNA EVIDENZA SCIENTIFICA CHE LA POLVERE SIA CANCEROGENA

La scienza non ha mai confermato una correlazione tra il borotalco e il tumore all’ovaio. Come riferisce La Stampa, dopo la pronuncia della prima sentenza contro Johnson & Johnson, era stata interpellata il presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Carmine Pinto, direttore dell’oncologia all’Irccs Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Il medico tranquillizzò sui pericoli connessi all’uso di borotalco in Italia, dicendosi «quasi certo dell’impossibilità di vedere in Italia uno scenario simile a quello che si sta delineando negli Stati Uniti». Nel nostro paese, infatti, la presenza di amianto nelle confezioni è stata ridotta progressivamente dagli anni ’70, fino alla completa eliminazione nel 1994. La Fondazione Umberto Veronesi, comunque, sconsiglia in via precauzionale di usare il talco nelle zone intime, come vulva, vagina e zona perianale.

Foto copertina: screenshot da un video pubblicato sul canale YouTube di Johnson & Johnson