Pau Peréz Villan
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Spagna: l’assurda morte di Pau. «Ucciso dal terrorista dopo il furto della sua auto»

Oramai la chiamano la vittima numero 15 degli attacchi spagnoli anche se la sua morte resta ancora piena di dubbi. Pau Peréz Villan ha perso la vita dopo che la sua auto è stata rubata. A guidarla, con lui a bordo oramai esamine, un uomo, probabilmente uno dei sospetti in fuga dopo gli attentati, che ha sfondato un cordone della polizia lungo l’avenida Diagonal, verso Tarragona. Riporta Repubblica:

Ora il suo nome va ad aggiungersi, con una necessaria riserva, ai tredici turisti ammazzati dal furgone, e al morto numero 14, una donna innocente colpita nello scontro a fuoco sul lungomare di Cambrils. Poi c’è lui, un uomo tranquillo di 34 anni, intercettato dal suo assassino mentre guidava una Ford Focus bianca, quindi ritrovato cadavere dalla polizia, poi brevemente sospettato di essere un terrorista, infine scagionato.
Non c’entra niente, questo è sicuro. Il suo è uno strano caso, ma era una persona perbene, solo molto sfortunata. Qualcuno
è riuscito a fermarlo, non si sa ancora con quale pretesto, lo ha accoltellato – più colpi – lo ha sistemato sui sedili posteriori della macchina ed è ripartito. Un uomo in fuga. La polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, sta lavorando per capire
se quell’individuo possa essere coinvolto nell’attentato sulla Rambla, o se sia un rapinatore maldestro, anzi un delinquente
omicida

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L’uomo che ha ucciso Pau si è poi trovato davanti un posto di blocco. Ha accelerato, travolgendo il cordone e una donna sergente, che per un puro miracolo non è la vittima numero 16. I Mossos hanno aperto il fuoco ma il conducente si salva e scappa abbandonando l’auto. All’interno Pau, cadavere. L’autopsia sul giovane ha poi accertato che nessun proiettile l’ha raggiunto: è morto per i colpi di un coltello, o un pugnale. Per mano di chi ancora non si sa. Ma in questi giorni di terrore il collegamento alla cellula di Barcellona è sempre più concreto.

(foto copertina diffusa da La Vanguardia)