madre di satana
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Cosa è la «madre di Satana», la nuova arma dell’Isis

Prima c’erano i coltelli, poi il van e infine l’esplosivo. Come spiega il Corriere della Sera ora l’ISIS vuole migliorare la sua strategia d’attacco.

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Cambrils, Barcellona ne sono una dimostrazione. Specialmente se si ragiona su cosa accadde qualche giorno prima degli attacchi.

Ma sempre con la voglia di migliorare, ripetendo quanto fatto sul campo di battaglia mediorientale dove i mujaheddin hanno mostrato inventiva, iniziativa e abilità. È un passaggio chiave che troviamo anche nel teatro occidentale con il tentativo di confezionare ordigni rudimentali, magari con il ricorso alla «madre di Satana», la miscela esplosiva che si prepara con prodotti facilmente reperibili sul mercato civile ed è comparsa in alcuni attentati, come a Parigi e Bruxelles. I terroristi dilaniati nella casacovo di Alcanar stavano impastando gli ingredienti e volevano aggiungerli ad un gran numero di bombole di gas, un mix da innescare vicino ad un obiettivo simbolico. L’episodio deve essere studiato e valutato perché introduce alcuni elementi. Vediamoli in sintesi. Primo. La «madre» è notoriamente instabile, presenta dei pericoli per chi la manipola, capita che non funzioni o tende «a bruciare». Serve una mano esperta e anche in questo caso non è detto che l’artificiere superi tutti gli ostacoli. Secondo. L’Isis vuole chiaramente impiegare un’autobomba (o una serie) in Europa. Per imitare i combattenti in Iraq, per provocare un alto numero di vittime, per confermare le sue capacità «belliche» davanti agli occhi del nemico, per creare nuovi problemi agli apparati di sicurezza. La barriera antisfondamento, per capirci, non basterà più. Terzo. Il ricorso al furgone per schiacciare persone inermi continuerà ad essere usato, giustamente è stato definito il missile da crociera a basso costo. Però ai criminali non basta.

(immagine di repertorio ANSA/ CHANNEL 4)