Borghi attentato Barcellona
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Il leghista Borghi urla al complotto: «Attentato di Barcellona legato all’apertura della rotta spagnola per i migranti»

Abbiamo già parlato di sciacallaggio social dopo l’attentato di Barcellona. Diversi gli inopportuni post e tweet di politici e personalità del mondo dell’informazione per commentare i fatti del 17 agosto e la strage sulla Rambla che ha causato la morte di tredici persone, tra cui due italiani. Quello che non avevamo ancora visto, però, era la «lettura geopolitica» dell’attentato, collegato al problema degli sbarchi dei migranti.

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BORGHI ATTENTATO BARCELLONA: COLPA DELLA NUOVA TRATTA DEI MIGRANTI

E così, il consigliere regionale della Toscana Claudio Borghi ha messo in correlazione l’attacco terroristico di Barcellona e l’apertura della «poco redditizia rotta spagnola dei migranti». Secondo l’esponente della Lega Nord, i morti sulla Rambla sarebbero stati causati da una sorta di ripicca per l’apertura di un canale di comunicazione tra il Marocco e la Spagna che non sarebbe piaciuta agli scafisti.

Il consigliere Borghi, infatti, cita un articolo del Daily Mail in cui viene illustrato questo nuovo percorso che negli ultimi giorni ha condotto diversi migranti dall’Africa all’Europa.

BORGHI ATTENTATO BARCELLONA, POLEMICHE E CONDIVISIONI

Ovviamente, questa chiave di lettura non ha fatto mancare le polemiche. L’approssimazione che collega gli attentati di matrice islamica e le varie operazioni di sbarco dei migranti viene puntualmente riproposta anche se non ha mai trovato, fino a questo momento, delle valide conferme.

Inoltre, il leghista ha fatto anche un flash sulla possibilità che si verifichino attentati in Italia, citando una frase del questore di Milano De Iesu nel corso di una cena con lo stesso Borghi:

In Italia, infatti, gli scafisti-terroristi avrebbero tutto l’interesse nel tenere a freno le forze populiste che si scatenerebbero nel caso di un attentato. In ogni caso, diversi followers del politico si sono mostrati d’accordo con le sue posizioni. E questo testimonia ancora una volta la confusione che, nel nostro Paese, regna sovrana intorno alle grandi tematiche dell’immigrazione e del fondamentalismo islamico.