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Barcellona, l’italo-marocchino scampato a un attacco: «Mi sono rotto i c… di dovermi dissociare perché musulmano»

«Io mi sono rotto i coglioni di leggere gente che chiede a me solo in quanto musulmano di dissociarmi da queste bestie assassine. Io non mi dissocio da qualcosa alla quale non mi sono mai associato per sentire il dovere morale di dissociarmi». È lo sfogo su Facebook di Mohamed Rmaily, italiano di origini marocchine e di religione musulmana, lo scorso aprile scampato all’attacco terroristico di Stoccolma dello scorso 7 aprile, quando un camion travolse la folla uccidendo 5 persone. Commentando l’attacco di Barcellona il 28enne trevigiano ha sentito l’esigenza di attaccare chi erroneamente lega sistematicamente la fede islamica ad un apprezzamento delle iniziative dei killer jihadisti.

 

 

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LO SFOGO DELL’ITALO MAROCCHINO: «MI SONO ROTTO DI DOVERMI DISSOCIARE DAGLI ATTACCHI»

«La dissociazione – ha scritto Rmaily sul suo profilo – implica in sé un’associazione. Mi dissocio in quanto essere umano colpito e frustrato da leggere che ormai la nostra libertà è in reale pericolo, perché lì in quel preciso momento potevo esserci anch’io a Barcellona così come mi sono trovato a Stoccolma e Istanbul durante gli attentati. Ma tu che mi chiedi di disocciarmi hai ben chiaro che chi si metta alla guida di un camion e investe all’impazzata chiunque lì capiti sotto torchio se ne frega di me come di te. Io i traumi di un camion schiantato a poca distanza li porto ancora dentro di me e saranno una ferita inguaribile». La semplificazione e generalizzazione è ovviamente inaccettabile. «L’accusa di connivenza morale con il terrorismo – ha continuato il giovane italo-marocchino – è una delle accuse più infamanti che possano esistere. E lo ribadisco da italiano che vive e viaggia spesso all’estero e che spesso si sente dire ‘Italia? Mafia? Al Capone?’ come stereotipo nell’immaginario collettivo, beh diciamo ho ben chiaro quanto sia dannosa ogni associazione o accusa di connivenza con qualsiasi forma di terrorismo». Il messaggio di Mohamed Rmaily è stato particolarmente apprezzato su Facebook.

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Molti utenti hanno manifestato la propria solidarietà. «A me, perché italiano, nessuno mi ha chiesto di dissociarmi dalla mafia», è uno dei commenti. «Non hanno capito nulla di te, ma nemmeno vogliono capirti. Non essere lo strumento dei loro sfoghi», ha scritto un altro utente. E ancora: «Chiedigli di dissociarsi dall’idiozia, che è meglio». Il 7 aprile Mohamed si trovava con alcuni amici vicino al Museo dei Nobel a Stoccolma quando la gente cominciò a fuggire per scappare dal killer. Si rifugiò in una chiesa, seguendo la folla. Restò bloccato nella chiesa strapiena per 3-4 ore, mentre auto ed elicotteri della polizia continuavano a controllare la zona dopo l’attacco.

(Foto da Profilo Fb)