|

Il personaggio della settimana: Keita

Keita Baldè Diao nasce in Spagna l’8 marzo del 1995 e appena uscito dalla sala parto, ad aspettarlo c’era già Igli Tare, pronto a proporgli un contratto dicendogli che lo seguiva già da 3 anni.

Il giovane Keita si dimostra subito un bambino irrequieto: a 6 anni infatti decide di non presentarsi al primo giorno di scuola. Il suo agente comunicherà al preside che la decisione è stata presa per via di alcuni dissapori con la maestra.

A 15 anni entra nella cantera del Barcellona ma solo un anno dopo, a causa di uno scherzo a un compagno di squadra, la società catalana decide di punirlo, cedendolo alla Lazio.

Nelle giovanili biancocelesti si fa notare durante la Wojtyla Cup, segnando i 6 goal che valgono il la qualificazione alla Ratzinger Cup.

Fin da giovanissimo mette in mostra qualità fuori dal comune, in particolare la sua grande velocità, caratteristica che si rivela molto utile ogni volta che Tare prova a proporgli il rinnovo.

Indossa la maglia numero 14 in onore di Cruijff, mentre per la pettinatura emergerebbe un riferimento all’astrattismo geometrico di inizio Novecento.

Il 9 Febbraio del 2014 Keita viene schierato dal primo minuto nel derby capitolino finito 0-0, diventando così il più giovane titolare laziale della storia del derby, il più giovane titolare laziale a non aver segnato nel derby e il più giovane titolare di sempre ad essere insultato dalla propria tifoseria. Nello stesso anno è anche il più giovane giocatore della Lazio a distruggere una Lamborghini contro Ponte Flaminio.

Nel 2016, stanco di aspettare una convocazione dalla Nazionale spagnola, decide di accettare la chiamata del Senegal che lo convince assicurandogli che raramente Lotito fa le vacanze in Africa.

Dimostra di essere finalmente integrato nella Lazio nel 2016, facendo propria la tradizionale disputa con Lotito per il rinnovo di contratto.

A causa della situazione contrattuale con la Lazio non viene schierato in campo nella finale di Supercoppa contro la Juventus, nonostante il tentativo del procuratore di affittarlo un tempo per ciascuna.

Il giocatore ha parlato di profondo disagio psicologico causatogli dalla decisione della società. Ma poi gli hanno servito il Mojito.

Alla ripresa degli allenamenti, non si è presentato a Formello, aderendo alla moda dell’estate 2017.

Il procuratore del ragazzo ha detto che Keita è stato turbato da alcune scritte offensive sui muri di Formello. “Ti prego, rimani alla Lazio!”

Un segno di riavvicinamento potrebbe essere il fatto che Keita ha saltato anche la cena di squadra, facendo risparmiare un coperto a Lotito.

Le prossime due settimane saranno comunque decisive per il futuro del giocatore: Lotito lo convincerà a restare ancora un anno o lo costringerà a restare ancora un anno?

TAG: Calcio, Keita