laura boldrini
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Je suis Laura Boldrini

Laura Boldrini non è l’unico personaggio pubblico a mostrare sui social network le pesanti offese e gli insulti ricevuti dagli altri utenti. Due giorni dopo la denuncia della terza carica dello Stato anche Roberto Burioni, il medico diventato un punto di riferimento in rete dei pro-vax, autore de ‘Il vaccino non è un’opinione’, ha deciso di pubblicare le frasi offensive e volgari spuntate tra commenti a post e messaggi privati.

 

 

ROBERTO BURIONI PUBBLICA OFFESE E INSULTI RICEVUTI SUI SOCIAL

«Non sono donna e non sono presidente della Camera ma me ne hanno dette ugualmente di tutti i colori», ha scritto ieri su Twitter il noto virologo allegando al suo tweet uno screenshot da Facebook. In alcuni commenti al suo libro – dimostrano le immagini – sono spuntati messaggi come «o scrivono con una pistola puntata alla tempia o sono completamente decerebrati». Oppure: «Bisogna farli saltare in aria come Falcone e Borsellino, per una volta sarebbe cosa utile». E ancora: «Siamo in una situazione ben peggiore di quella nazista».

 

 

Ma Burioni, in un altro tweet, ha evidenziato anche un altro grave messaggio, in cui si legge: «Se non fosse per il rispetto e amore verso tutti i bambini, auspicherei per suo figlio faccia la fine del bambino con il pigiama a righe (con riferimento al film ‘Il bambino con il pigiama a righe’ ambientato in un campo di concentramento nazista, ndr). Non per colpa della camera a gas, ma a causa delle vaccinazioni che lei difende». E , infine: «Vada al diavolo». Parole vergognose. Che si spera vengano arginate da una sempre maggiore attenzione al problema dell’odio in rete.

SELVAGGIA LUCARELLI STA CON LAURA BOLDRINI E RICORDA LA SOLITUDINE DELLA BATTAGLIA

E sulla denuncia degli haters è tornata anche l’opinionista e conduttrice Selvaggia Lucarelli, uno dei personaggi maggiormente presi di mira sui social, che in un lungo post su Facebook ha raccontato le difficoltà affrontate negli anni nella sua battaglia contro chi posta insulti. «Sto con la Boldrini. E magari sarebbe servito un po’ di supporto anche a me, nell’ultimo anno», è il suo messaggio postato su Twitter.

 

 

Poi, su Facebook: «Sono contenta che la Boldrini inizi a denunciare gli haters. Sono contenta che Mentana si domandi dove sia Zuckerberg in tutto questo. Entrambi (la necessità di denunciare e il ruolo di Fb) sono argomenti su cui ho sputato sangue nell’ultimo anno. Sola. Passando quindi – è lo sfogo della Lucarelli – per la bigotta, la rompicazzo, l’amante della censura, la maestrina, quella che non è abbastanza ironica. E per questo sono stata e sono in balia della peggiore feccia del web. In un modo che voi non sospettate neppure».

 

 

«Sapevo – si legge in un altro passaggio del post – che la Boldrini sarebbe passata alle vie legali». «Lo sapevo perché – continua la Lucarelli – mi ha silenziosamente appoggiata in questo anno (mi sarebbe piaciuto che non lo facesse solo silenziosamente, perché avrebbe legittimato la mia battaglia, ma va bene lo stesso, le sono grata), perché quello che si leggeva su di lei era arrivato al limite del sopportabile, perché sapevo che i non risultati dei convegni l’avrebbero frustrata ulteriormente. Perché se ti svegli la mattina e leggi puttana devi morire, se vai a fare colazione e leggi brutta zoccola che ti stupri un negro, se vai a dormire e l’ultimo messaggio che leggi prima di addormentarti è “magari non ti svegli più puttana”, beh, arriva il momento in cui le parole non ti bastano più. Vuoi vedere questa gente pagare il conto».

(Immagine di copertina: screenshot da profilo Twitter di Roberto Burioni)