20.000 maiali bruciati vivi
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20.000 maiali bruciati vivi in uno degli allevamenti dell’orrore del “barone” dei maiali Straathof

20.000 maiali bruciati vivi in un allevamento degli orrori olandese, ad Erichem, un piccolo villaggio della Gheldria, la provincia centro-orientale dei Paesi Bassi. I suini erano stipati in gabbie minuscole e sovraffollate, dove non potevano neanche muoversi, quando le fiamme sono divampate nei quattro fienili a due piani del mega allevamento. Le fiamme, imponenti, erano visibili fino a 20 miglia di distanza e non hanno lasciato scampo a nessun animale: tutti i 20.000 maiali presenti sono bruciati vivi. È la prima volta che nel rogo di un allevamento olandese muoiono tutti gli animali presenti.

20.000 MAIALI BRUCIATI VIVI IN OLANDA, SOLO L’ULTIMO DEI ROGHI NEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI

I 20.000 maiali bruciati vivi si vanno ad aggiungere al triste elenco degli animali arsi nei roghi degli allevamenti. Questo è “solo” il secondo più grande incendio di quest’anno in un allevamento in Olanda, dove all’inizio del mese scorso sono morti bruciati quasi 80.000 polli. Per l’associazione animalista olandese Wakker Dier dall’inizio del 2017 nei soli Paesi Bassi gli animali morti nei roghi degli allevamenti sono 200.000. Mai così tanti dal 2011, quando sono bruciati 319.000 tra suini e polli. Da allora sono state introdotte nuove regole sugli stadard di sicurezza nelle strutture, ma molte non si sono adeguate. Per questo gli animalisti hanno presentato a inizio luglio una proposta di legge in Parlamento, per chiedere che negli allevamenti intensivi le misure anti-incendio siano più rigorose, ma la norma non è passata.

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DOPO I 20.000 MAIALI BRUCIATI VIVI, UNA PETIZIONE PER FERMARE IL “BARONE” DEI MAIALI STRAATHOF

Il proprietario dell’allevamento dei 20.000 maiali bruciati vivi è noto per non rispettare gli standard di sicurezza. Si chiama Adriaan Straathof ed è uno dei più grandi allevatori di suini d’Europa: gestisce 6 mega impianti in Olanda e si è allargato anche in Ungheria e in Germania, dove però nel 2014 ha ricevuto l’interdizione ad allevare, proprio a causa delle denunce ricevute per le crudeltà subite dai sui suini. Gli allevamenti di Straathof sono tristemente noti per “maialini picchiati a morte se malati, sovraffollamento estremo, animali con ossa rotte e organi infetti”, riferiscono gli animalisti, che – dopo l’incendio in cui 20.000 maiali sono bruciati vivi – hanno lanciato una petizione per chiedere che il “barone” dei maiali Straathof venga arginato.

Alle istituzioni locali, regionali, nazionali ed Europee: Siamo cittadini inorriditi dall’incredibile sofferenza degli animali degli allevamenti di Adriaan Straathof e vi chiediamo con urgenza di utilizzare tutte le leggi a livello locale, regionale, nazionale ed europeo per revocargli i permessi, facendo sì che non possa continuare le sue attività o gestire del bestiame o altri animali. Vogliamo anche nuovi e più efficaci regolamenti sul benessere animale e sulla sicurezza negli allevamenti perché tutto questo non si ripeta mai più.

La petizione ha superato le 500.000 firme in pochi giorni ed è molto vicina all’obiettivo di raccoglierne 750.000. Straathof gestisce milioni di suini e “nonostante 14 controlli delle autorità sulla sicurezza alimentare e una pila di denunce, multe e violazioni, gli hanno appena approvato un nuovo permesso per altri 11mila maiali”, si legge sul testo della petizione.