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Roma, in un cassonetto trovate due gambe di una donna: il fratello ha confessato

Orrore a Roma. Ieri sera nel quartiere Parioli, in viale Maresciallo Pilsudski, in un cassonetto sono state trovate due gambe. A scoprirle è stata una ragazza mentre rovistava all’interno del secchione individuando le gambe di una donna. Il resto del corpo sarebbe stato trovato smistato in altri sacchetti in un altro cassonetto a Flaminio. Dopo 10 ore di interrogatorio il fratello della vittima, Maurizio Diotallevi, su cui da subito si sono concentrati i sospetti degli investigatori, ha confessato l’omicidio. Ha strangolato la sorella il 14 di agosto, poi l’ha fatta a pezzi con una sega e ne ha buttato i resti in due diversi cassonetti. Le indagini, coordinate dal pm Marcello Cascinila, sono condotte dalla squadra mobile di Roma diretta da Luigi Silipo.

DONNA FATTA A PEZZI E BUTTATA NEL CASSONETTO A ROMA PER MOTIVI FAMILIARI

Maurizio e Nicoletta Diotallevi, lei di 59 anni, lui di 62, vivevano insieme nell’appartamento che era stato dei genitori in via Guido Reni 22b, nel quartiere Flaminio, a Roma. Dalle prime ricostruzioni pare che avessero problemi economici e che l’unica a lavorare, anche in casa fosse la donna. Il fratello le avrebbe rivolto continue richieste di denaro ed è stato forse un rifiuto della sorella a scatenare l’impeto omicida. I due fratelli si erano riuniti anni fa dopo la morte della mamma. Sulla porta dell’appartamento sono stati apposti i sigilli da parte delle forze dell’ordine subito dopo che sono state trovate due gambe nel cassonetto. Nel condominio – spiega Ansa – in questi giorni ci sono pochissimi inquilini, così come nella scala C, dove vivevano fratello e sorella.

ORRORE A ROMA, IN UN CASSONETTO TROVATE DUE GAMBE DI UNA DONNA

A trovare le gambe della donna è stata una nomade mentre rovistava nel cassonetto in viale Maresciallo Pilsudski, nel quartiere Parioli, intorno alle 20 di ieri. Le gambe erano tagliate all’altezza dell’inguine, legate tra loro con nastro adesivo da pacchi e in un iniziale stato di decomposizione. Il taglio netto è stato provocato con una sega, come ha confessato lo stesso Maurizio Diotallevi agli inquirenti. Decisive per la risoluzione del caso le immagini delle videocamere di sorveglianza, che hanno ripreso prima l’uomo mentre usciva dalla casa di via Guido Reni con un grosso sacco verso l’1.30 della notte tra il 14 e il 15 agosto e poi mentre gettava le gambe nel cassonetto di via Pilsudski.

A ROMA TROVATE GAMBE IN UN CASSONETTO, ALTROVE RESTANTE PARTE DEL CORPO

Il resto del corpo della donna è stato ritrovato nella tarda mattinata, in un cassonetto di via Guido Reni, dove abitavano i due fratelli Diotallevi. Maurizio, il fratello della vittima che ne ha confessato l’omicidio, ha spiegato che il corpo non ci stava tutto in un unico sacco e per questo lo ha tagliato e smaltito separatamente. Ora è accusato di omicidio e occultamento di cadavere.

(Foto di copertina: ANSA / ANGELO CARCONI)