lago di Bracciano
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Lago di Bracciano, la Raggi ha vinto il ricorso: nessuno stop alle captazioni di Acea

Nella guerra dell’acqua a Roma la Raggi ha vinto una battaglia: il Tribunale delle Acque ha parzialmente accolto il ricorso della sindaca contro l’ordinanza della Regione Lazio, che aveva disposto una progressiva riduzione dei prelievi dal lago di Bracciano fino al blocco definitivo dal 1 di settembre. Nel dettaglio, la sentenza del giudice del Tribunale delle Acque Stefania Santoleri, accoglie il ricorso della Raggi su due punti: il dimezzamento delle captazioni dal lago di Bracciano da parte di Acea Ato2 da 400 a 200 litri a partire dal 10 agosto e lo stop definitivo dal 1 settembre. Quindi la municipalizzata dell’acqua di Roma potrà continuare a prelevare 400 litri al secondo e non dovrà fare i conti – almeno a breve termine – con il blocco delle captazioni.

LAGO DI BRACCIANO, IL TEATRO DELLO SCONTRO SULL’ACQUA A GUERRA TRA LA RAGGI E ZINGARETTI

Il lago di Bracciano è nell’occhio del ciclone da quanto, il 21 luglio, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti ha emanato un’ordinanza per fermare le captazioni di acqua dal bacino da parte di Acea Ato2 – la municipalizzata dell’acqua di Roma, di cui il Comune guidato dalla Raggi è primo azionista – a causa di un’emergenza ambientale. Il lago di Bracciano, infatti – complice la siccità invernale e le alte temperature estive – dallo scorso autunno ha cominciato a prosciugarsi: la sua superficie è di 1,70 m sotto lo zero idrometrico e in alcuni punti la riva si è ritirata di 20 metri. Una settimana dopo l’ordinanza – dopo polemiche e allarmismi sul rischio siccità per i cittadini di Roma – Zingaretti ha fatto un mezzo passo indietro: ha ritirato la prima ordinanza e ne ha emanata una nuova, che diminuiva progressivamente le captazioni, fino a fermarle del tutto a partire dal primo settembre. La Raggi, però, non si è accontentata e – nonostante sul lago di Bracciano non abbia più piovuto e nonostante buona parte dei romani siano partiti per le vacanze – ha presentato ricorso contro la seconda ordinanza della Regione al Tribunale delle Acque, che oggi le dà parzialmente ragione.

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MINNUCCI (PD): “LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLE ACQUE SEGNA LA MORTE DEL LAGO DI BRACCIANO”

«Considerando solo l’ipotesi crisi idrica, il Tribunale delle Acque ha emanato una sentenza che segna senza ombra di dubbio la morte del lago di Bracciano. Il TSAP (Tribunale superiore delle Acque pubbliche ndr), infatti, ha accolto, se pur parzialmente, il ricorso presentato dalla sindaca di Roma distruggendo l’ordinanza regionale che, oltre alla riduzione delle captazioni, prevedeva il blocco definitivo dei prelievi delle acque a partire dal prossimo 1 settembre. Acea potrà continuare a prelevare 400 l/s per la pace dell’azionista di maggioranza Virginia Raggi che, per quello che non ha fatto e per il ricorso presentato, ha dimostrato che del Lago e dei suoi cittadini se ne frega altamente. Tagliando la corda della ghigliottina architettata ad arte da Acea e dalla Raggi, il TSAP ha decretato la morte del lago di Bracciano: noi, a differenza di Campidoglio e Piazzale Ostiense, non facciamo allarmismo, prendiamo solo atto della situazione che definire grave è un semplice eufemismo. Il disastro ambientale è ormai evidente e, per questo, i carnefici del nostro bacino devono farsene carico. Ora andremo avanti presentando ricorso a una sentenza vergognosa che, mi auguro venga stigmatizzata e contrastata anche dalle istituzioni locali e dal Presidente Zingaretti. In quest’ottica, dunque, auspico l’intervento di tutti i soggetti interessati alla questione, a partire dal Governo, dalla Regione e dal Parco di Bracciano-Martignano, con provvedimenti ad hoc che vadano oltre il semplice ricorso: non possiamo accettare che gli ipotetici disagi idrici paventati dalla coppia Raggi/Acea, siano prioritari rispetto alla morte di una risorsa ambientale come il Lago di Bracciano», ha commentato il deputato PD ed ex sindaco di Anguillara – uno dei comuni che affacciano sul lago di Bracciano, Emiliano Minnucci.