Vanity Crew
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La palestra dei ballerini Vanity Crew di Centocelle chiuderà dopo l’ennesimo attacco omofobo

I Vanity Crew, un gruppo di ballo che si è fatto conoscere attraverso Italia’s Got Talent, chiuderanno la loro palestra di Roma, a Centocelle, dopo l’ennesimo attacco omofobo subito. Questa volta è stato presa di mira lo spazio di 900 metri quadrati. Le pareti sono state imbrattate di scritte «Froci, via di qui» e di disegni di falli.

A darne annuncio, attraverso un post su Facebook, sono i due membri della Vanity Crew che un anno fa hanno aperto la palestra di Centocelle, Simone Panella e Andrea Pacifici, che motivano la loro decisione, spiegando che l’attacco omofobo è solo l’apice di una serie di atti intimidatori contro di loro: «Dal primo giorno che abbiamo aperto purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce, discussioni, inseguimenti, atti intimidatori e allagamenti: tutto documentabile!». Nessuna denuncia però in passato, «non avevamo il coraggio», spiegano, e ora la decisione inappellabile, con l’augurio che: «Non accada ad altri quello che oggi è accaduto a noi, perché tutto questo fa veramente male!».

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L’APPELLO DI IMMA BATTAGLIA ALLA RAGGI: «LA RINUNCIA DEI VANITY CREW È LA RINUNCIA DI UNA SOCIETÀ INTERA»

Un post, corredato dalle foto delle scritte e dei disegni omofobi sulle pareti della palestra dalla Vanity Crew a Centocelle, che in poche ore ha ottenuto molti like e condivisioni. Anche quella dell’attivista LGBT Imma Battaglia, che attraverso il suo profilo invia un appello alla sindaca di Roma Virginia Raggi: «La rinuncia di un gruppo di giovani alla propria passione è la rinuncia di una società intera! È la rinuncia di una città ormai in preda al degrado culturale e morale, che è stretta in una morsa di ignoranza e grave discriminazione. Chiediamo di intervenire, non possiamo più tollerare il silenzio della Sindaca Raggi e della Giunta Capitolina. Chiediamo che si riapra urgentemente il tavolo delle associazioni per studiare un piano di intervento nella città e nelle scuole contro il pregiudizio, l’omofobia e ogni forma di discriminazione e chiediamo immediatamente un incontro affinché venga restituito un luogo simbolico e importante a questo gruppo di giovani danzatori vittime dell’odio, perché possano perseguire la propria arte, e che soprattutto dimostrino che la città non rimane in silenzio di fronte ad attacchi discriminatori e violenti».

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VANITY CREW: «NON POSSIAMO RESTARE, È PERICOLOSO»

«Con tutte le forze abbiamo cercato di andare avanti, cercando di creare un clima familiare all’interno della scuola», raccontavano i due ragazzi della Vanity Crew su Facebook. A chi nei commenti al loro post gli ha chiesto di resistere, non chiudere la palestra, uno dei due ballerini, Andrea Pacifici, ha risposto: «Purtroppo ci abbiamo pensato tanto, ma dobbiamo abbandonare quel posto in quanto non posso ospitare persone in un posto dove non sono sicuro di starci io…se mi pugnalavano era meglio!!»