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“Mobilitiamo Roma”: cosa prevede il referendum promosso dai Radicali sul trasporto pubblico

“Mobilitiamo Roma”, la campagna referendaria promossa da Radicali Italiani e da Radicali Roma ha raggiunto oggi il suo obiettivo, cioè superare le 29.000 firme necessarie per indire una consultazione cittadina. Quelle raccolte e pronte per essere consegnate in Campidoglio sono oltre 33mila. Verranno consegnate domani in Campidoglio dai promotori della campagna “Mobilitiamo Roma”, che raggiungeranno il municipio a bordo dei due minibus con la scritta “se non firmi t’ATtACchi”. “È la prima volta dall’istituzione di Roma Capitale che si riesce nell’impresa di promuovere un referendum comunale con le firme dei cittadini. Si tratta quindi di un traguardo storico, e anche per questo ci aspettiamo che la sindaca Virginia Raggi sia presente domani per ricevere direttamente le firme dei cittadini in Campidoglio”, fanno sapere i Radicali.

“MOBILITIAMO ROMA”, IL QUESITO DEL REFERENDUM SUL TRASPORTO PUBBLICO CAPITOLINO

Il referendum promosso dai Radicali nell’ambito della campagna “Mobilitiamo Roma” riguarda il trasporto pubblico della città di superficie e sotterraneo, su gomma e su rotaie. In modo particolare i Radicali vogliono che la popolazione si esprima sulla possibilità che per questo servizio siano bandite dal Comune gare pubbliche, a cui potrebbero partecipare una “pluralità di gestori”, sia pubblici che privati. In sostanza il referendum chiede una liberalizzazione del trasporto pubblico locale di Roma.

Mobilitiamo Roma

 

IL REFERENDUM COMUNALE: COS’È, COME FUNZIONA E QUANDO SI VOTERÀ

Il referendum comunale è una consultazione cittadina, il cui risultato non è vincolante. Si tratta infatti di un referendum consultivo. Chiaramente per il sindaco e per la giunta il suo risultato ha un valore politico forte. La normativa prevede che si raccolgano le prime mille firme sul testo del quesito e le si depositino presso gli uffici del Comune. A questo punto un’apposita Commissione ha un mese di tempo per verificare l’ammissibilità del quesito proposto. Ricevuto il via libera della Commissione, occorre raccogliere le firme di almeno l’1% della popolazione residente in tre mesi, cioè 29mila persone. Un traguardo che la campagna “Mobilitiamo Roma” ha raggiunto, ottenendo più di 33mila adesioni. Le firme devono essere autenticate e a norma di legge. Dopo che verranno depositate, il Sindaco dovrà indire il referendum consultivo nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 giugno successivi al deposito.

“MOBILITIAMO ROMA”: «IL BENE COMUNE NON È L’ATAC, MA IL SERVIZIO PUBBLICO OFFERTO AI CITTADINI»

Lo slogan della campagna referendaria “Mobilitiamo Roma” ne racchiude il senso: il punto di vista dei Radicali è che il bene pubblico da tutelare è il servizio di trasporto locale offerto ai cittadini e non la municipalizzata, cioè Atac, che è incaricata di garantirlo da un contratto di servizio sottoscritto con il Comune. Ad oggi e fino al 2019 Atac ha in gestione l’80% dei servizi di superficie, le metropolitane e le tre ferrovie regionali. Il restante 20% del trasporto su superficie è affidato a Roma Tpl s.c.a.r.l., un consorzio di aziende private responsabile del servizio lungo le linee bus di periferia.

“MOBILITIAMO ROMA”: «ATAC NON RAGGIUNGE I LIVELLI ADEGUATI DI SERVIZIO PREVISTI DAL CONTRATTO DI SERVIZIO»

I Radicali hanno stilato un report su Atac e sulla situazione del trasporto pubblico romano nell’ambito della campagna referendaria “Mobilitiamo Roma”, in cui evidenziato che il “LAS”, ovvero il Livello Adeguato di Servizio, definito dal contratto di servizio sottoscritto da Atac con Roma Capitale e introdotto nel 2015, non venga raggiunto negli ultimi anni, con una produzione complessiva di trasporto pubblico locale diminuita di circa il 7%.

Dal 2006 al 2015 l’offerta complessiva di trasporto pubblico locale è diminuita di 13 milioni di vetture-km, l’offerta di bus elettrici è stata ridotta dell’80% e l’offerta tranviaria è calata del 30%. La programmazione del trasporto di superficie non è stata mai rispettata, e quella del trasporto metropolitano quasi mai. C’è carenza di mezzi, l’età media del parco bus è ormai pari a 10 anni e quella dei tram è pari a 32 anni, mentre la mancata manutenzione delle metropolitane provoca continui ritardi e guasti. La percezione della qualità del servizio da parte dei romani va costantemente e vertiginosamente peggiorando.

Il risultato è un’azienda fallita che non offre al cittadino un servizio efficiente, che perde centinaia di milioni di euro l’anno, che ha accumulato un deficit di 1,1 miliardi di euro, totalizzando più della metà delle perdite del settore a livello nazionale, e che quindi non riesce a investire in mezzi nuovi. Il vero problema non è l’evasione sui biglietti, che anche se eliminata consentirebbe un recupero di appena 80 milioni, ma il conflitto di interessi tra il controllore (Roma Capitale) ed il controllato (Atac, di proprietà esclusiva di Roma Capitale).

 

SINISTRA ITALIANA: «IL TRASPORTO PUBBLICO NON SI PRIVATIZZA»

«Il referendum promosso dai radicali ha l’obiettivo di privatizzare il trasporto pubblico a Roma. Per la sinistra deve diventare invece occasione per un grande dibattito pubblico contro la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali e nello specifico sul futuro di Atac». Lo afferma Paolo Cento, responsabile nazionale Enti locali di Sinistra Italiana. «Un’occasione – prosegue Cento – che la Sinistra non deve sprecare per sconfiggere il tentativo di usare il debito e l’inefficienza di Atac come cavallo di troia per privatizzare il trasporto pubblico e per dire con coraggio che con un nuovo piano industriale si può difendere il trasporto pubblico e rendere efficiente il servizio per i cittadini romani». Contraria alla messa a gara del trasporto pubblico locale anche la maggioranza grillina del consiglio comunale. Plaude invece al traguardo della campagna “Mobilitiamo Roma” Roberto Giachetti su Facebook.

"Mobilitiamo Roma"

 

Foto copertina: ANSA/ UFFICIO STAMPA RADICALI ITALIANI

TAG: Atac Roma