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Jerry Calà contro la Boldrini: «Gli emigranti italiani lavoravano tutto il giorno»

Botta e risposta a suon di cinguettii tra Jerry Calà e Laura Boldrini. La numero uno della Camera dei Deputati ha messo in relazione la pagina nera della storia italiana con il dramma attuale dei migranti attraverso poche battute su Twitter. Parole che non sono state digerite dall’attore e cabarettista Jerry Calà, che sullo stesso social esprime il suo disappunto attraverso una serie di commenti.

JERRY CALÀ CONTRO LAURA BOLDRINI SULL’ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DI MARCINELLE

«Anniversario tragedia Marcinelle ci ricorda quando i migranti eravamo noi. Oggi più che mai è nostro dovere non dimenticare l’8 agosto 1956» sono le parole che nella notte la politica di Jesi ha espresso attraverso la piattaforma ideata da Jack Dorsey. Il riferimento è quello della strage belga in cui morirono oltre duecentosessanta minatori, di cui la metà di origine italiana. Il popolare comico veronese della Presidente della Camera sul fenomeno dell’immigrazione che l’Italia affronta attualmente, non ha fatto a meno di accendere la polemica attraverso una serie di riflessioni. «Non paragoniamo nostri emigrati per piacere! Loro chiusi in baracche da cui uscivano solo per lavorare e rientravano per farsi da mangiare» risponde il componente del gruppo cabarettistico “I Gatti di Vicolo Miracoli” di origini calabresi. Qualche ora dopo, seguendo il programma L’aria che tira, ha voluto rimarcare quest’ultimo aspetto ricordando al suo pubblico che lo zio è deceduto in Belgio proprio per mantenere la famiglia italiana con il proprio salario.

JERRY CALÀ CONTRO LAURA BOLDRINI: «NON PARAGONIAMO I NOSTRI EMIGRATI PER PIACERE!»

Continua senza sosta la polemica dopo le affermazioni di Laura Boldrini sulla tragedia di Marcinelle, che ha visto morire centotrentasei cittadini italiani. Calogero Calà, in arte Jerry, prende una posizione netta nel dibattito di queste ore, ribadendo senza mezzi termini il suo dissenso alle parole espresse da alcuni esponenti istituzionali. «Non facciamo paragoni assurdi – continua sul suo profilo seguito da oltre centomila utenti – per piacere! Gli emigranti italiani venivano trattati come animali da soma… pulitevi la bocca». A chi lo accusa di prendere una posizione senza sapere lo stato dei fatti, lui risponde così: « Mi permetto di parlare perché ne sono parente e in quegli anni ci sono stato. In Svizzera, in Belgio, in Germania. Ma che cazzo dite?!». Insomma, i toni si fanno accesi e il dibattito sembra continuare a rivelare visioni contraddittorie sull’incendio che la mattina dell’8 agosto di quasi sessanta anni fa che riempì di fumo l’intera miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio.