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Mamma no vax portata in Tribunale dall’ex: sulle vaccinazioni decideranno i servizi sociali

Mamma no vax e padre favorevole ai vaccini: sulla salute del bambino decideranno i servizi sociali, che dovranno “assicurargli le visite di controllo sul suo stato di crescita e di salute, le cure necessarie, verificando eventuali incompatibilità e controindicazioni all’assolvimento delle vaccinazioni obbligatorie”. Lo ha stabilito il Tribunale per i minori di Milano lunedì 31 luglio.

Il caso, riportato da Repubblica, è il primo in cui il Tribunale decide di affidare ai servizi sociali la scelta sulle vaccinazioni, a pochi giorni dall’approvazione del decreto Lorenzin che impone l’obbligo vaccinale ai bambini che frequentano le scuole. Ci sono stati casi del genere in passato, ma non hanno mai riguardato un numero così elevato di vaccinazioni.

I servizi sociali non avranno il compito solo di decidere se far fare le vaccinazioni al bambino di 4 annni, ma sono stati incaricati dal giudice di prendere le decisioni anche sull’educazione e l’istruzione del piccolo, a causa di dissidi molto violenti tra i suoi genitori. Il rapporto dei due – separati da tempo – era già finito all’attenzione dei magistrati minorili. La madre aveva denunciato l’ex di molestie sul figlio. Un esposto che – secondo Repubblica – è stato già arichiviato.

LE ACCUSE DEL PADRE ALLA MAMMA NO VAX

Secondo il padre, assistito dall’avvocato Francesco Miraglia di Modena, la donna non porta il bambino dal pediatra e lo cresce con una dieta vegana, causandogli gravi danni vitaminici. Inoltre le scelte della mamma no vax – sempre secondo le accuse del padre del piccolo – avrebbero gravi implicazioni sulla socializzazione del bambino. Ecco cosa riporta Repubblica:

Il padre, assistito dall’avvocato Francesco Miraglia di Modena, sostiene che la ex non portasse il bambino dal pediatra. La donna, che di lavoro fa la guida turistica, sarebbe una convinta no-vax, e sul suo profilo Facebook c’è un po’ tutto l’armamentario di post tipici di quel mondo.

La sua posizione viene respinta dalla Corte quando demanda ai servizi sociali (l'”ente affidatario”) “le decisioni inerenti alla salute, all’istruzione ed educazione del minore così da assicurargli non solo le visite e le cure necessarie, regolarizzando altresì l’assolvimento dell’obbligo delle vaccinazioni, ma anche la frequentazione delle scuole e lo svolgimento di normali attività stimolanti e di socializzazione fino ad oggi a lui negate”.

Secondo il padre e il suo legale il bambino avrebbe carenze vitaminiche legate a una dieta vegana sbagliata e non avrebbe potuto frequentare spazi pubblici come piscine, proprio perché non vaccinato. L’uomo fino ad ora poteva incontrare solo in ambiente protetto il figlio, anche a causa della denuncia di molestie avanzata dalla moglie. Il Tribunale per i minori ha anche chiesto di “regolamentare i rapporti del minore con il padre che, salva la presenza di gravi ragioni di pregiudizio nella relazione padre/figlio che dovranno essere dal servizio riferite e puntualizzate, favoriscano congrui tempi e modalità di incontro, come già in via provvisoria disposto, con la facoltà di un graduale ampliamento e liberalizzazione”.

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Foto copertina: ANSA / CIRO FUSCO