Elezioni Repubblica Ceca 2017
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Elezioni Repubblica Ceca 2017, ANO di Andrej Babiš in testa grazie alla lotta ai migranti e ai politici corrotti

Le elezioni  Repubblica Ceca 2017  si svolgeranno venerdì 20 e sabato 21 ottobre. Il rinnovo della Camera dei Deputati ceca concluderà il super anno elettorale dell’Europa per quanto riguarda le consultazioni che determinano i governi rappresentati nelle istituzioni comunitarie. Come alle federali tedesche e austriache, anche in Cechia sembra prospettarsi una svolta a destra favorita dall’ostilità dell’opinione pubblica nei confronti dell’ondata migratoria registrata in questi anni. Il Governo uscente della Repubblica Ceca, guidato dal socialdemocratico Bohuslav Sobotka, è uno dei più accesi avversari delle politiche dell’accoglienza all’interno dell’Unione Europea, come mostrato dalle posizioni del Gruppo di Visegrad, l’alleanza informale che lega la Cechia alla Polonia, alla Slovacchia e all’Ungheria dal 1991.

 

Elezioni Repubblica Ceca 2017
La Camera dei Deputati del Parlamento ceco a Praga

ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017

Il Parlamento della Repubblica Ceca è formato da due camere elettive, la Camera dei Deputati e il Senato, che si rinnovano in tempi diversi. Le consultazioni di gran lunga più importanti sono le elezioni della Camera dei Deputati, visto che il Senato non vota la fiducia al Governo ceco così come non è competente in materia di bilancio. La Camera dei Deputati della Repubblica Ceca si rinnova ogni quattro anni, e nel 2017 le elezioni si svolgeranno alla scadenza naturale della legislatura, nonostante la grave crisi scoppiata tra i due principali partiti della maggioranza di governo a Praga. Nel maggio scorso il primo ministro Bohuslav Sobotka, presidente dei socialdemocratici cechi affiliati al PSE, ČSSD, il primo partito alle elezioni dell’ottobre 2013, si è scontrato in modo durissimo col leader del principale alleato del suo esecutivo, il miliardario Andrej Babiš, leader di ANO 2011, movimento iscritto all’ALDE, allontanandolo dal suo incarico di ministro delle Finanze. Una crisi di governo deflagrata per il sospetto mancato pagamento delle tasse di Babiš, ma che celava da tempo per le tensioni tra ČSSD e ANO 2011 in vista delle elezioni legislative del 2017 e a causa dei deludenti risultati elettorali dei socialdemocratici. Nelle senatoriali dell’autunno 2016 ČSSD aveva perso dieci dei dodici seggi che controllava – ogni due anni, come negli Stati Uniti, in Cechia si rinnova un terzo della Camera Alta -, mentre i suoi alleati di governo, il movimento centrista e populista ANO 2011 e i popolari affiliati al PPE KDU–ČSL, avevano ottenuto un aumento dei loro voti così come dei loro mandati. Anche alle regionali svoltesi in contemporanea alle senatoriali i socialdemocratici di ČSSD erano stati superati nettamente da ANO 2011.

 

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Il leader di ANO 2011 Andrej Babis, grande favorito alle elezioni Repubblica Ceca 2017, David Tesinsky via ZUMA Wire

 

ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017, IL SORPASSO DI ANO 2011

Un sorpasso confermato da tutti i sondaggi, che ha aperto una grave crisi anche all’interno dei socialdemocratici. Il primo ministro Bohuslav Sobotka, entrato in carica dopo le legislative del 2013, e presidente di ČSSD dal 2011, quando il partito era all’opposizione del centrodestra, non si presenterà più alle elezioni politiche del 2017 come candidato premier. Il primo ministro ceco è eletto dalla Camera dei Deputati con un voto di fiducia al suo esecutivo, ma i partiti principali presentano come d’abitudine candidati all’incarico di capo di Governo. Lo scorso 14 giugno, a un congresso straordinario di ČSSD, Bohuslav Sobotka ha abbandonato anche l’incarico di presidente del partito, che sarà svolto ad interim dall’attuale ministro degli Interni, Milan Chovanec, distintosi recentemente per una foto in cui posava con un fucile per rimarcare la sua ostilità alla norma europea sui limiti al possesso d’armi, e che ha proposto di permettere a chi ha armi da fuoco di utilizzarle contro i terroristi. Il candidato premier dei socialdemocratici sarà il ministro degli Esteri, Lubomír Zaorálek. Sobotka ha spiegato recentemente che si accontenterà di rimanere parlamentare della sua regione, la Moravia meridionale, esprimendo scetticismo per la separazione degli incarichi tra presidente di partito e primo ministro decisa da ČSSD per mitigare la sua crisi di consenso.

 

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Il candidato premier dei socialdemocratici Lubomír Zaorálek alle elezioni Repubblica Ceca 2017

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ELEZIONI REPUBBLICA 2017 DOMINATE DALLA FIGURA DI ANDREJ BABIŠ

La crisi dei socialdemocratici cechi è stata favorita dalla crescita significativa dei consensi per ANO 2011, il movimento di Andrej Babiš. Uno degli uomini più ricchi della Repubblica Ceca, Babiš è diventato un personaggio centrale dell’economia del suo Paese quando nel 1993 ha fondato Agrofert nel 1993, una sussidiaria di Petrimex, una delle più grande aziende statali dell’ormai fallito regime comunista. Inizialmente attiva nel commercio dei fertilizzanti, Agrofert si è allargata nel corso degli anni acquistando più di duecentocinquanta imprese, e diventando l’azienda che impiega il maggior numero di persone in Cechia, con oltre 34 mila dipendenti. Agrofert è un colosso nel settore agroalimentare, possiede 57 mila ettari di terreni agricoli, l’1,6% del totale, e nel 2013, quando il suo fondatore e Ceo Babiš era già attivo in politica, ha comprato la catena di panetterie tedesca Lieken, quasi un miliardo di euro di fatturato, dall’italiana Barilla. Attiva in numerosi settori e con sedi in 18 Nazioni in quattro Continenti diversi, Agrofert poco prima delle elezioni 2013, ha acquistato il più grande gruppo editoriale ceco, MAFRA, controllato dal 1994 da una compagnia tedesca. MAFRA è l’editore di alcuni dei giornali più letti in Cechia, come il quotidiano Mladá fronta DNES, noto anche come DNES, che si significa Oggi, Lidové noviny, la più antica testata della stampa ceca, il free press Metro, e attraverso i suoi diversi prodotti editoriali raggiunge 2,5 milioni di lettori dai quotidiani cartacei e quasi 3 milioni di visitatori unici online al giorno sui propri portali. Cifre davvero rilevanti considerando che la Repubblica Ceca ha circa dieci milioni e mezzo di abitanti.

 

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Andrej Babis a un vertice Ecofin da ministro delle Finanze,il favorito alle elezioni Repubblica Ceca 2017 ora è fuori dal Governo Wiktor Dabkowski/ZUMAPRESS.com)

ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017, L’IMPERO ECONOMICO DI ANDREJ BABIŠ

L’acquisizione di MAFRA da parte di Agrofert era diventato un caso politico assai rilevante, visto che Andrej Babiš aveva fondato il suo movimento politico, ANO 2011, per farlo partecipare alle elezioni legislative di ottobre 2013. L’Antitrust ceco aveva dato il consenso all’acquisizione di Mafra alla fine di agosto, a meno di tre mesi dal voto per scegliere i nuovi rappresentati della Camera dei Deputati. Agrofert è stata posseduta da Andrej Babiš, come unico proprietario, fino a febbraio del 2017. L’allora ministro delle Finanze ceco ha ceduto le sue quote azionarie di Agrofert e di Synbiol a due trust, per adeguarsi alla nuova legge sul conflitto di interessi, che vieta alle aziende possedute da membri del Governo di poter accedere a sussidi e contratti pubblici. Secondo le stime della stampa ceca, le aziende di Babiš hanno ricevuto sussidi europei per 160 milioni di euro dal 2004 al 2013, e per 92 milioni tra il 2014 e 2015, quando era già diventato ministro delle Finanze nel Governo Sobotka. Il dicastero delle Finanze si occupa di verificare la correttezza della distribuzione dei sussidi europei.

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Un’immagine del sito dell’azienda di Andrej Babis, Agrofert, il miliardario favorito alle elezioni Repubblica Ceca 2017

ANO 2011, IL MOVIMENTO DI ANDREJ BABIŠ, FAVORITO ALLE ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017

ANO 2011 è stato fondato da Andrej Babiš nel novembre del 2011. ANO significa Sì in ceco, ma il suo acronimo evidenzia le caratteristiche di questo movimento. Akce nespokojených občanů è traducibile come l’iniziativa dei cittadini insoddisfatti. Benché sia una formazione politica arriva seconda alle ultime legislative, e prima alle europee, alle regionali così come alle senatoriali, ANO 2011 è ancora un movimento che vuole rappresentare la rabbia dei cittadini contro i partiti, incapaci di governare a causa della loro corruzione. Il movimento è stato fondato da Andrej Babiš nell’autunno di sei anni fa, quando il Governo di Petr Nečas iniziava a esser colpito dallo scandalo poi deflagrato nel 2013. Il primo ministro si era dimesso dopo che era emerso come avesse fatto spiare la moglie dalla sua amante, a capo del suo staff, mentre si era scoperto che a diversi deputati intenzionati a lasciare la maggioranza di centrodestra erano stati offerti posti da dirigenti nelle imprese pubbliche per convincerli a cambiare idea. Nečas è stato poi assolto dall’accusa di aver fatto spiare la moglie, azione che aveva ordinato in quanto necessaria al suo incarico di primo ministro, ma lo scandalo che aveva travolto il suo Governo aveva pesantemente danneggiato il centrodestra ceco. Il maggior beneficiario alle elezioni del 2013 non era stata l’opposizione socialdemocratica di ČSSD, ma ANO 2011, che grazie al suo messaggio di contrapposizione ai partiti tradizionali corrotti aveva ottenuto un brillante 18,65% alle prime elezioni legislative a cui aveva corso. Nelle senatoriali del 2012 il movimento di Andrej Babiš aveva ottenuto poco più dell’1,5%.

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ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017, IL PROGRAMMA DI ANO 2011

ANO 2011 non è un movimento populista classico, visto che durante l’esperienza di governo al fianco di ČSSD e KDU–ČSL si è configurato come una formazione centrista, per quanto con toni radicali sui temi dei migranti così come della lotta all’establishment. Uno dei suoi punti programmatici qualificanti è la cancellazione dell’immunità per i parlamentari. Sulla politica fiscale e sulla spesa sociale ANO 2011 appare distante da una destra liberale di ispirazione thatcheriana oppure da una destra nazionalista simile a quella di Kaczynski in Polonia, per quanto Babiš abbia legato il suo messaggio politico ai suoi successi imprenditoriali, rimarcando di voler guidare lo Stato come se se fosse un’azienda. Una collocazione moderata e centrista confermata anche dall’adesione all’ALDE, il gruppo europeo dei Liberali e dei Democratici, nonostante sia la formazione più federalista del Parlamento UE. Andrej Babiš aveva in passato espresso dubbi, poi parzialmente ritrattati, sia sull’adesione all’euro che sul Fiscal Compact. Il suo patrimonio miliardario rende poi l’ex ministro delle Finanze incorruttibile, a differenza degli altri leader politici, come ricorda in modo ossessivo. Gli scandali legati al conflitto di interesse e ai sussidi europei beneficiati da Agrofert non hanno affatto danneggiato ANO, che dalle elezioni europee del 2014 è diventato il primo partito della Repubblica Ceca nei sondaggi così come nelle diverse consultazioni svoltesi prima delle politiche del 20 e 21 ottobre 2017. Nel 2014 ANO è diventato il primo partito alle comunali di Praga, la capitale e di gran lunga più popolosa città ceca, di cui esprime il sindaco, Adriana Krnáčová, una manager e imprenditrice che ha esordito in politica con il movimento di Babiš. Neppure due scissioni hanno fermato la corsa di ANO verso le politiche 2017: numerosi sindaci e consiglieri comunali eletti nelle fortunate amministrative del 2014 hanno abbandonato ANO a causa dell’assente democrazia interna. Andrej Babiš ha respinto l’accusa rimarcando come i fuoriusciti volessero ottenere posti più prestigiosi che lui ha rifiutato di offrire in vista delle elezioni parlamentari.

 

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Il premier ceco Bohuslav Sobotka che non sarà ricandidato come leader alle Elezioni Repubblica Ceca 2017, Jakob Ratz/Pacific Press via ZUMA Wire

ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017 SONDAGGI

La Camera dei Deputati del Parlamento ceco è composta da 200 membri. Il sistema elettorale è un proporzionale con metodo d’Hondt e soglia di sbarramento al 5%, con il territorio nazionale suddiviso in quattordici circoscrizioni, corrispondenti alle regioni ceche. Tutti i seggi sono assegnati nelle circoscrizioni regionali, e gli elettori possono dare fino a un massimo di quattro preferenze personali. I deputati sono eletti in base all’ordine di lista, che però può esser modificato se un candidato ottiene un numero di preferenze superiore al 5% dei voti complessivi del partito nella circoscrizione in cui si corre. Chi supera questa soglia sopravanza i candidati collocati in posizione più alta nell’ordine di lista. Ogni lista può esser rappresentata alla Camera dei Deputati se supera il 5% a livello nazionale. Se ci sono due liste alleate, la soglia di sbarramento sale al 10%, al 15% in caso di coalizione a tre formazioni, e sopra il 20% per quattro o più partiti che concorrono assieme. Il sistema politico ceco si è particolarmente frammentato in questi anni. ČSSD, i socialdemocratici, sono ormai lontani dai risultati dei primi decenni seguiti al crollo del regime comunista, quando ottenevano percentuali vicini al 30%. Ancora più grave è stato il crollo di ODS, il Partito democratico civico, la formazione di centrodestra iscritta al gruppo dei Conservatori e Riformisti europei, che ha controllato per il periodo di lungo più tempo il Governo ceco dal ritorno della democrazia. ODS è stata travolta dallo scandalo di corruzione del Governo Nečas, e la maggior parte dei suoi consensi sono ormai andati stabilmente ad ANO 2011, che da ormai tre anni è rilevato come primo partito nei sondaggi.

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Il leader dei Comunisti di Boemia e Moravia Vojtech Filip a Elezioni Repubblica Ceca 2017

 

ELEZIONI REPUBBLICA CECA 2017, I CANDIDATI FAVORITI PER I SONDAGGI

Il movimento di Andrej Babiš è l’unica formazione rilevata sopra il 20% dalle intenzioni di voto per le politiche 2017, in crescita rispetto al 18% del 2013. Secondo i sondaggi degli ultimi mesi ČSSD dovrebbe subire un dimezzamento dei consensi ottenuti alle ultime legislative, quando i socialdemocratici di Sobotka avevano sfiorato il 21%, ed erano stati la lista più votata. I Comunisti di Boemia e Moravia dovrebbero confermare il 15% ottenuto quattro anni fa, che potrebbe farli avanzare al secondo posto visto il crollo dei socialdemocratici. La terza formazione che ha sostenuto il Governo Sobotka, i centristi legati al PPE di KDU-ČSL, sono stimati sopra il 5%, e non correranno più in coalizione con STAN, movimento di liste civiche moderato, che ha preferito presentare una propria lista. Il partito di riferimento del centrodestra ceco ODS è stimato dalle intenzioni di voto intorno al 10%, in leggero miglioramento rispetto al drammatico 7,7% conquistato nel 2013 dopo lo scoppio dello scandalo che aveva travolto il suo Governo. L’altra grande formazione del centrodestra ceco, TOP 09, più moderata ed europeista di ODS e affiliata al PPE, è rilevata invece in calo rispetto alle scorse legislative, ma dovrebbe riuscire a sorpassare la soglia del 5%. I Verdi cechi non sembrano in grado di superare il 5% e sfruttare la crisi dei socialdemocratici, mentre la destra populista che in Europa è affiliata al gruppo di Marine Le Pen e Matteo Salvini, SPD, acronimo ceco che significa Libertà e Democrazia Diretta, è rilevata dai sondaggisti intorno alla soglia di sbarramento per entrare alla Camera dei Deputati.