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Il racconto di Schettino: in carcere tra libri, meditazione e tennis

Oggi i quotidiani Il Messaggero e Il Mattino di Napoli in un articolo a firma di Cristiana Mangani riportano il racconto di Francesco Schettino, detenuto nel carcere di Rebibbia dallo scorso 12 maggio, dopo essere stato condannato in Cassazione a 16 anni per il naufragio della Costa Concordia. Agli amici il comandante parla di una condanna «dichiaratamente punitiva e non riabilitativa», che oggi sembra aver accettato ma senza rassegnazione. Parla della sua condizione come «tappa obbligata», «ma non mi rassegno – dice – all’idea che un giorno verrà capita la verità».

 

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FRANCESCO SCHETTINO IN CARCERE TRA LIBRI, MEDITAZIONE E SPORT

Alle persone care Schettino dice di leggere molto e e approfondire tematiche legate alla meditazione e al trascendentale, due vecchie passioni. «Senza la meditazione non avrei resistito chiuso qui dentro». In carcere ha incontrato altri protagonisti di fatti di cronaca. Come primo compagno di stanza ha avuto Vincenzo Paduano, assassino della fidanzata Sara di Pietrantonio, e ha incontrato più volte Manuel Winston, filippino condannato per l’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, e l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri. Fa anche sport. Si legge su Messaggero e Mattino:

Fa sport l’ex comandante: gioca a tennis, a ping pong e a calcio balilla. E comunica tanto: invia mail ad altri detenuti. Vorrebbe iscriversi a Giurisprudenza, e non è detto che alla fine non lo faccia. «Nel mio reparto ci sono parecchi ergastolani – riflette – Da loro ho capito molto cose, mi rispettano tutti, fanno a gara per offrirmi il caffè, anche se sulla mia persona pesa ancora l’immagine del comandante guascone che abbandona la nave».

(Foto: ANSA / MAURIZIO DEGL’INNOCENTI)