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Omar Gaye, il migrante del Gambia arrivato su un barcone che ora gioca in Serie C

È una storia di sofferenza e paura e nello stesso tempo di grande speranza, quella di Omar Gaye, 19 anni, un profugo del Gambia arrivato in Italia su un barcone e che nel nostro Paese è riuscito a diventare un calciatore professionista, sotto contratto in Serie C (la Lega Pro). Ne parla oggi Repubblica in un articolo a firma di Pasquale Raicaldo che ripercorre l’odissea del ragazzo e il suo approdo alla Juve Stabia (la squadra di Castellammare di Stabia, Napoli), dopo essersi fatto notare su campi di calcio delle serie minori.

OMAR GAYE, PROFUGO DEL GAMBIA DIVENTA CALCIATORE PROFESSIONISTA

«Ho visto gente molto cattiva e tanti morti ammazzati», è il racconto del giovane sportivo, che venerdì scorso ha posto la sua firma ad un accordo triennale con la società stabiese. Il suo viaggio comincia nel marzo 2016, quando fugge dal Gambia dilaniato dalla dittatura di Yahya Jammeh. Giunge il Libia. Poi sbarca in Sicilia:

«Eravamo su una barca grande ma mi sembrava piccolissima, ci stavamo in 150: mi sono tenuto stretto a una signora, le ho voluto bene». Accolto a Gela in una struttura per minori richiedenti asilo, ricomincia da dove aveva smesso: il pallone. «Sono un terzino sinistro, so correre e fare cross. I miei modelli sono Maldini ed Evra». Ma la città lo tradisce: «Diffidenza e razzismo, ho chiesto di andar via». A Napoli, per esempio. «Città meravigliosamente ospitale: mi sono sentito un napoletano. Nero, ma napoletano». Merito dell’associazione Less, che lo accoglie in una struttura con altri 18 migranti neomaggiorenni. «È un ragazzo d’oro, ha studiato la lingua all’università Orientale», spiega la presidente Marika Visconti, che lotta contro «le esclusioni sociali e per l’integrazione di quelli come Omar».

 

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La svolta calcistica del ragazzo, che in Italia ho ottenuto lo status di rifugiato politico, arriva durante il campionato di promozione scorso. Lo nota Francesco Montervino, ex calciatore del Napoli, lo sponsorizza. Omar Gaye va in ritiro con la Juve Stabia. Il tecnico Fabio Caserta ne apprezza le doti e lo fa ingaggiare. Lui, il ragazzo del Gambia, maniente i piedi per terra. «Non mi sento un campione».

(Foto di profughi da archivio Ansa. Credit: ANSA / QUOTIDIANO DEL SUD)

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