Elezioni Austria 2017
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Elezioni Austria 2017, Sebastian Kurz sfida il cancelliere Kern e il no euro Strache

Le elezioni Austria 2017 si svolgeranno domenica 15 ottobre. Tra poco meno di tre mesi i cittadini austriaci saranno convocati alle urne per le 25sime elezioni del Nationalrat, il Consiglio nazionale, l’unica Camera elettiva del Parlamento austriaco, visto che il Bundesrat è eletto dai membri dei parlamenti statali dei nove Bundesland che compongono la Repubblica federale. Si tratta di consultazioni nazionali anticipate, volute in primo luogo dal nuovo presidente del Partito popolare austriaco, ÖVP, il giovanissimo e molto popolare ministro degli Esteri Sebastian Kurz, che appare il favorito per diventare il prossimo cancelliere federale.

Elezioni Austria 2017
Il Parlamento austriaco a Vienna, screenshot di https://www.facebook.com/ParlamentWien/

ELEZIONI  AUSTRIA 2017

Il Nationalrat è una assemblea legislativa formata da 183 parlamentari. La legge elettorale si basa su un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4%, che prevede tre conteggi per assicurare che i partiti abbiano una rappresentanza la più possibile vicina ai voti ottenuti. Il territorio austriaco è suddiviso in tre circoscrizioni diverse in cui concorrono i candidati: ci sono liste a livello federale, provinciale, e locale. La circoscrizione federale è unica, mentre quelle provinciali sono nove, corrispondenti ai Bundesland, e assegnano i seggi in base alla popolazione. La circoscrizione del Burgerland assegna 7 deputati, mentre nella più popolosa, il Bundesland Niederösterreich o Bassa Austria, i parlamentari da eleggere sono 33.

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ELEZIONI AUSTRIA 2017, COME FUNZIONA LA LEGGE ELETTORALE

Le circoscrizioni provinciali sono suddivise in ulteriori 39 circoscrizioni locali, chiamati Regionalwahlkreis in tedesco, le prime a esser conteggiate durante lo scrutinio. I 183 parlamentari sono selezionati tramite voto di preferenza; un partito ottiene seggi se supera il 4% a livello federale oppure se ottiene almeno un eletto nelle 39 circoscrizioni locali. Un candidato che riesca a superare il quoziente elettorale, Wahlzahl, in una delle circoscrizioni a livello locale è eletto, in modo simile a quanto avviene in Germania col mandato diretto. Questo permette a diversi parlamentari di essere eletti anche se corrono come indipendenti. I seggi a livello locale e provinciale sono assegnati col metodo Hare,mentre a livello federale si utilizza il D’Hondt.

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L’aula del Parlamento austriaco, screenshot di https://www.facebook.com/ParlamentWien/

NUOVE ELEZIONI AUSTRIA 2017

La legislatura del Nationalrat in Austria dura cinque anni. Le 25esime elezioni parlamentari austriache si svolgono con un anno di anticipo per le numerose difficoltà incontrate dalla maggioranza parlamentare uscente. Dopo le elezioni del 2013 è stata proseguita la Große Koalition formata dai due principali partiti del sistema politico austriaco, SPÖ, formazione affiliata al Pse e culturalmente vicina alla Spd tedesca, e ÖVP, che fa parte del Ppe ed è ideologicamente prossimo a Cdu e Csu, guidata fino alla primavera del 2016 dal cancelliere federale Werner Faymann, capo del Governo a Vienna dal 2008 fino all’anno scorso. Anni di crescita economica piuttosto deludente, una gestione difficoltosa della crisi bancaria dell’Hypo Alpe Adria e l’appoggio alla politica dell’accoglienza dei migranti di Angela Merkel durante l’estate del 2015 avevano reso il Governo Faymann sempre più impopolare.

 

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Il leader no euro Heinz-Christian Strache, Qian Yi/Xinhua via ZUMA Wire)

ELEZIONI AUSTRIA 2017 E LA DESTRA NO EURO DI HEINZ-CHRISTIAN STRACHE

Dal 2014 fino al 2016 si è rafforzata in particolar modo la più grande forza d’opposizione al Nationalrat, l’FPÖ di Heinz-Christian Strache, partito di nome liberale che però ha accentuato le sue posizioni da destra nazionalista da quando è stata conquistata da Jörg Haider nella fine degli anni ottanta. Una formazione che al Parlamento europeo siede nel gruppo dell’Europa delle Nazioni e delle Libertà insieme al Front National di Marine Le Pen, al VVD di Geert Wilder e alla Lega Nord di Matteo Salvini. A differenza del FN l’FPÖ di Strache è stata più volte al Governo della Repubblica federale, e in alcuni Bundesland ha formato anche governi statali insieme ai socialdemocratici. La crescita dell’FPÖ dal 2014 al 2016, confermata in tutte le elezioni locali, è stato il fattore che più ha indebolito il Governo Faymann, crollato nei consensi in particolar modo per l’ostilità dell’elettorato alle politiche dell’accoglienza verso migranti e rifugiati.

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Il cancelliere austriaco Christian Kern, Simone Kuhlmey/Pacific Press via ZUMA Wire)

 ELEZIONI AUSTRIA 2017 , LA SFIDA DI CHRISTIAN KERN

La crescita demoscopica dei liberali è stata così importante negli scorsi anni che ha reso per alcuni mesi probabile l’elezione di un esponente dell’FPÖ, il vicepresidente del Nationalrat Norbert Hofer, alla presidenza della Repubblica. Per evitare una sconfitta così catastrofica come l’elezione a capo dello Stato di un esponente della destra nazionalista No Euro la SPÖ ha sostituito nella primavera scorsa il suo presidente e cancelliere federale Werner Faymann con un nuovo leader, Christian Kern. Militante socialdemocratico di lungo corso, Kern è un volto nuovo della politica nazionale, visto che dopo aver fatto il portavoce del gruppo parlamentare della SPÖ è diventato un noto dirigente d’azienda, prima nella più grande utility del Paese, Verbund AG, e poi alla guida delle ferrovie federali ÖBB.

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Il presidente austriaco Alexander Van Der Bellen Liu Xiang/Xinhua via ZUMA Wire)

VAN DER BELLEN E LE ELEZIONI AUSTRIA 2017

La svolta al vertice del Governo e del principale partito del Paese ha favorito l’elezione a nuovo capo dello Stato di Alexander Van Der Bellen, leader storico dei Verdi che era riuscito ad arrivare al ballottaggio delle presidenziali anche grazie all’impopolarità dei due partiti che sostenevano il Governo Faymann. Van Der Bellen ha raccolto in particolar modo la quasi totalità dei voti socialdemocratici nella sua sfida contro Norbert Hofer, ripetuta per problemi legati al conteggio delle schede postali, e ha prevalso anche tra i simpatizzanti dell’ ÖVP, sopratutto nel secondo ballottaggio del 4 dicembre scorso. SPÖ e ÖVP erano stati entrambi esclusi per la prima volta dal secondo turno delle presidenziali austriache, e hanno reagito rinnovando completamente le loro leadership affaticate. I socialisti hanno puntato su un manager popolare e apprezzato dai tabloid molto letti come Krone Zeitung od Österreich, mentre i popolari hanno puntato tutte le loro carte sull’astro nascente della politica austriaca, il giovanissimo Sebastian Kurz.

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CHI È SEBASTIAN KURZ

Nato il 27 agosto del 1986, Sebastian Kurz è stato eletto per la prima volta al Nationalrat nel 2013, e grazie al sostegno della sezione giovanile dell’ ÖVP è stato il parlamentare che ha raccolto il maggior numero di preferenze. Nel secondo Governo Faymann partito dopo le legislative del 2013 Sebastian Kurz è diventato, a soli 27 anni, il più giovane ministro degli Esteri d’Europa così come della storia austriaca, promosso dopo i due anni da sottosegretario agli Interni con delega all’integrazione. Un portafoglio poi mantenuto anche da responsabile degli Affari esteri ed europei, vista la grande attenzione di Kurz per i temi relativi all’immigrazione e alla presenza degli stranieri nella società austriaca. Nel 2017, vista l’enorme popolarità del responsabile degli Affari Esteri e le difficoltà demoscopiche dei Popolari, Sebastian Kurz è stato eletto nuovo Obmann dell’ÖVP, generando un boom demoscopico senza precedenti o quasi. Il ministro degli Esteri è diventato leader dei Popolari al posto dell’ex vicecancelliere Reinhold Mittellehner a metà maggio, e da allora l’ÖVP è diventato il primo partito austriaco, favorito per tornare a esprimere il cancelliere dopo 11 anni di interludio socialdemocratico.

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Il ministro degli Esteri e leader dell’ÖVP Sebastian Kurz, Xu/Xinhua via ZUMA Wire)

SONDAGGI ELEZIONI AUSTRIA 2017

Secondo i sondaggi degli ultimi due mesi e mezzo i Popolari sono l’unica formazione rilevata costantemente al di sopra del 30%, con picchi di consenso al 35%, percentuali ormai rare nella politica austriaca, e sconosciute da ormai molti anni per il centrodestra. Prima di Kurz l’ÖVP era rilevato costantemente al terzo posto, e faticava anche a superare il 20%. I socialdemocratici del cancelliere federale Christian Kern sono stimati in leggera ripresa dopo l’arretramento seguito all’elezione di Sebastian Kurz a leader dei Popolari, anche se sono ancora distanti dai valori più alti, vicini al 30%, raggiunti nei primi mesi de 2017. La sostituzione di Faymann con il più popolare Kern è stata un’operazione brillante ma al momento appare inefficace, mentre i più danneggiati dal boom demoscopico del ministro degli Esteri sono stati i sogni di cancelleria di Heinz-Christian Strache e della destra nazionalista. L’FPÖ è passata dall’essere il primo partito a livello demoscopico a terzo, con una perdita media di consensi di poco meno di 10 punti. Un’emorragia di consensi favorita dalle posizioni oltranziste di Sebastian Kurz sui migranti, che ha spostato a destra il suo partito su immigrazione, sicurezza e rapporti con l’Europa.

SPÖ, ÖVP, FPÖ E GLI ALTRI PARTITI DELL’ELEZIONI AUSTRIA 2017

SPÖ e ÖVP sono i due partiti che tradizionalmente hanno dominato la politica austriaca. Nella Seconda Repubblica ci sono stati dodici cancellieri federali, equamente divisi tra socialdemocratici e popolari. Dal 1945 fino al 1970 ci sono stati solo capi di Governo dell’ ÖVP, mentre negli ultimi 47 anni i socialdemocratici hanno espresso la maggior parte dei cancellieri, che hanno governato interrottamente dal 1970 fino al 2000 e poi dal 2007 fino a ora. La formula di governo più consueta è la Große Koalition tra socialisti e popolari, assente solo nel periodo che va dal 1966 al 1986, e poi dal 2000 al 2007. All’inizio del nuovo secolo l’ÖVP, suscitando anche una procedura di infrazione dell’Europa, si era alleata con la destra nazionalista della FPÖ di Haider per non esser costretta all’eterno o quasi ruolo di junior partner della socialdemocrazia. Se fino agli anni settanta la dialettica tra SPÖ e ÖVP rappresentava gran parte dell’elettorato austriaco, da ormai molti anni il sistema politico si è significativamente frammentato. L’FPÖ è ormai da diversi decenni un partito dai consensi vicini a quelli dei partiti maggiori, a parte nel periodo di governo sotto la guida di Haider in cui era crollata al 10%, anche per la scissione interna provocata dall’appoggio al cancelliere popolare Wolfgang Schüssel.

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I leader della FPÖ di Heinz-Christian Strache, Qian Yi/Xinhua via ZUMA Wire)

 

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VERDI, NEOS E GLI ALTRI PARTITI DELL’ELEZIONI AUSTRIA 2017

La formazione nata nella metà degli anni 2000 per proseguire l’alleanza coi Popolari, BZÖ, si è ormai sciolta dopo esser rimasta esclusa dal Nationalrat alle ultime elezioni nazionali. Un’altra formazione scissionista della FPÖ, il Forum liberale, fondata a metà dagli anni novanta dall’addio di molti iscritti al partito di Haider ormai collocato all’estrema destra, è invece tornata al Nationalrat dopo quattordici anni grazie all’alleanza con NEOS. Avviatosi come movimento di cittadini concentrato in modo particolare a Vienna, NEOS è una formazione centrista fondata nel 2012 – il suo nome significa Nuova Austria – ,che nel 2013 era riuscito a ottenere un ottimo 5%, un valore che dovrebbe essere confermato secondo i sondaggisti anche alle elezioni del 15 ottobre. Affiliati all’ALDE ma più vicini culturalmente ai socialdemocratici rispetto ai popolar sui temi dei diritti civili e per il loro convinto europeismo, i liberali di NEOS potrebbe dar vita a un’eventuale alleanza tripartitica nel caso in cui SPÖ e Verdi fossero vicini alla maggioranza assoluta dei seggi al Nationalrat. Uno scenario su cui da tempo si discute in casa socialdemocratica per uscire dall’alleanza coi popolari, ma che al momento sembra impossibile visti i bassi consensi di tutti e tre i partiti coinvolti. Negli ultimi vent’anni è cresciuto in modo rilevante il consenso dei Verdi, ormai stabilmente sopra il 10% che hanno raggiunto il loro più grande successo con l’elezione di Alexander Van Der Bellen alla presidenza della Repubblica, anche se l’attuale capo dello Stato, aveva corso come indipendente. Secondo gli ultimi sondaggi però i Verdi rischiano di ottenere il risultato più deludente della loro storia recente, visto che in media sono rilevati attorno all’8%.

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Il cancelliere austriaco Christian Kern, Qian Yi/Xinhua via ZUMA Wire)

GLI SPITZENKANDIDAT DELLE ELEZIONI AUSTRIA 2017

Come in Germania, anche in Austria i principali partiti che concorrono per i 183 seggi del Nationalrat presentano uno o più Spitzenkandidat, che per le tre formazioni maggiori diventa anche Kanzlerkandidat. Nel sistema costituzionale austriaco il cancelliere federale ha meno poteri rispetto a quello tedesco. Il Kanzlerkandidat della SPÖ è il capo di governo uscente, Christian Kern, presidente del partito dal maggio 2016 e apprezzato da buona parte dell’elettorato. Consensi maggiori riscuote però il suo principale avversario, Sebastian Kurz, suo collega di governo come ministro degli Esteri e così popolare da correre con la lista dell’ÖVP in una personale. Il centrodestra austriaco si chiamerà infatti Lista Sebastian Kurz- Nuovo Partito popolare. Heinz-Christian Strache è stato confermato come Spitzenkandidat della FPÖ. Il boom di Kurz ha reso ancora meno probabile il suo sogno di essere il primo capo di governo europeo appartenente alla destra nazionalista, benché sia probabilmente il leader no euro ad aver collezionato i maggiori successi. In primis quello di aver resuscitato un partito che una decina d’anni fa sembrava esser destinato alla scomparsa dopo la fallimentare esperienza di governo voluta da Haider.

 

La Spitzenkandidatin dei Verdi sarà Ulrike Lunacek, europarlamentare che dal 2014 è anche vicepresidente del Parlamento UE, una delle figure più apprezzate dell’ecologismo austriaco. Esperta e da molti anni protagonista della vita politica della Repubblica federale, Lunacker non sembra però in grado di portare i Verdi sulle percentuali sopra al 10% conquistate in questi anni, spiazzati anche dalle loro posizioni europeiste e favorevoli all’accoglienza dei migranti che sembrano poco in linea con l’orientamento dell’elettorato in questo momento. I liberali di NEOS candidano il loro leader Matthias Strolz, ex imprenditore informatico, che è stato anche capogruppo nell’ultima legislatura. Le elezioni del Nationalrat 2017 non vedranno più il grande protagonista di cinque anni fa, il miliardario imprenditore austro-canadese Frank Stronach, che ha deciso di sciogliere il suo partito e non correre più per il Parlamento. Quattro anni il Team Stronach aveva ottenuto un brillante 5,7%, correndo su una piattaforma euroscettica, liberista e anti establishment che aveva fatto parlare del miliardario come una versione austriaca di Beppe Grillo, con molti più soldi ma parecchi meno voti.