Hiroshima
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Hiroshima, 72 anni dopo. Ma il Giappone continua a votare contro l’abolizione delle armi atomiche

È stato il Paese che più di ogni altro ha subito la devastazione provocata dalle armi nucleari. Oggi, 6 agosto 2017, ricorre il 72° anniversario della tragedia di Hiroshima, quando la bomba americana squarciò i cieli giapponesi e provocò orrori e distruzioni che durarono nel tempo, i cui effetti sono ancora visibili ai giorni nostri. Oggi, come ogni anno, al memoriale della cittadina del Giappone erano presenti tutte le autorità locali, con il fiore bianco – simbolo di lutto – all’occhiello. Shinzo Abe ha ascoltato il suono lugubre della campana di Hiroshima e, forse, avrà pensato a quella contraddizione che, ai nostri giorni, anima il suo Paese.

HIROSHIMA, 72 ANNI DOPO: COSA NE PENSA IL GIAPPONE?

Nonostante le esperienze di Hiroshima e Nagasaki, infatti, il Giappone non è tra le nazioni che, lo scorso 7 luglio, all’Onu hanno votato a favore della risoluzione che vorrebbe mettere in pratica il trattato per l’abolizione della armi atomiche. Troppi gli interessi dei Paesi che sono dotati di questo tipo di ordigno, troppo alto il desiderio del Giappone di poter beneficiare di questo «ombrello» protettivo messo in campo dai suoi alleati.

Il tutto nel corso di una grave crisi nell’area dell’Estremo Oriente, con la Corea del Nord di Kim Jong-Un che sta portando avanti degli esperimenti nucleari ormai da diverso tempo. Il premier giapponese Shinzo Abe, nel suo discorso, non ha nemmeno citato il trattato abolizionista, dando una profonda delusione agli hibakusha, i sopravvissuti all’atomica, gli unici che, oggi, combattono la battaglia ideologica contro le armi nucleari.

HIROSHIMA, IL PROGETTO DI SHINZO ABE

Abe, addirittura, desidera cambiare la Costituzione votata alla pace che è stata varata sotto l’occupazione americana. Il progetto, in realtà, non sembra incontrare grande popolarità, a causa anche dei recenti scandali in cui il governo giapponese è stato coinvolto (una controversa donazione della moglie del premier a una struttura educativa che inculcava valori nazionalisti ai suoi allievi). Ma, al di là di questo, senza una presa di posizione netta sulle armi nucleari, l’anniversario di Hiroshima resterà solo una cerimonia che si va sempre più svuotando del suo significato originario.

(FOTO: Ramiro Agustin Vargas Tabares via ZUMA Wire)