Cecilia Strada
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Il post di Cecilia Strada sulle ong e contro la retorica dell’«aiutiamoli a casa loro»

Continua il dibattito sulla questione delle ong, sul codice Minniti per regolamentare i salvataggi di migranti nel Mediterraneo da parte delle organizzazioni non governative e sulle dichiarazioni di politici provenienti da diversi schieramenti (dalla Lega Nord di Matteo Salvini al Partito Democratico di Matteo Renzi) sull’opportunità di aiutare i rifugiati a «casa loro».

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IL POST DI CECILIA STRADA SUI MIGRANTI

Dalla sua pagina Facebook, questa mattina, ha voluto dire la sua anche Cecilia Strada, attraverso un post molto diretto e che farà senz’altro discutere. «A proposito di migranti, rifugiati, diritti e rovesci, a me piacerebbe un Codice di Condotta scritto dai cittadini e firmato dagli Stati. Potrebbe cominciare così: ‘Per aiutarli a Casa Loro, smetteremo di riempire Casa Loro con le nostre armi vendute al miglior offerente. Ci impegniamo altresì a smettere di depredare Casa Loro di terra, petrolio, ricchezze naturali».

La figlia del fondatore di Emergency Gino Strada ha poi continuato parlando della drammatica situazione in cui versano quei Paesi dove l’Occidente è intervenuto attraverso azioni di peace-keeping: «Eviteremo di creare altri Stati Falliti con le nostre ‘missioni di pace’ che – possiamo dirlo dopo una quindicina d’anni? – non hanno portato molta pace ma hanno favorito la crescita di taaaaanto terrorismo – ha concluso Cecilia Strada -. E magari smettiamo di fare buoni affari con i Padroni di Casa Loro che non rispettano i diritti umani’. Che ne dite, i governi lo firmerebbero? E buongiorno».

Cecilia Strada ha già raggiunto lo scopo di alimentare il dibattito, attraverso la condivisione di un pensiero che, dopo essere stato pubblicato, ha fatto tantissimi clic in pochi minuti. Con questo post Cecilia Strada ha interrotto un digiuno sui social network lungo più di un mese, da quando Emergency ha deciso di sollevarla dall’incarico della presidenza. Due giorni fa, la Strada aveva scritto (anticipando – di fatto – il post di questa mattina): «Oh, non pensate di esservi liberati di me: anche se non sono più il Presidente di Emergency, continuerò ad ammorbarvi parlando di guerre, sfighe, malattie, diritti e rovesci».