Giandomenico Monorchio
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La clamorosa relazione dell’Anac: «Appalti Consip truccati per 2,7 miliardi»

Una indiscrezione che, se confermata, avrebbe del clamoroso. La relazione dell’Autorità anti-corruzione guidata da Raffaele Cantone avrebbe redatto una relazione in cui si afferma che gli appalti Consip sono stati effettivamente truccati, per una cifra di 2,7 miliardi di euro, divisa tra imprese concorrenti che avrebbero messo in atto una vera e propria «intesa di cartello» per aggiudicarsi le gare.

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APPALTI CONSIP TRUCCATI, L’INCHIESTA DEL CORRIERE

In un articolo del Corriere della Sera dalla doppia prestigiosa firma di Fiorenza Sarzanini e Giovanni Bianconi si legge:

L’indagine di Cantone viene avviata nel marzo scorso con una richiesta di trasmissione di atti alla Consip proprio per valutare l’esistenza di eventuali irregolarità nella procedura. Si scopre così che nell’elenco di chi ha presentato offerte ci sono le stesse aziende sanzionate dall’Antitrust per aver siglato un patto illecito nella gestione dei servizi di facility management per gli istituti di istruzione. È il famoso appalto «belle scuole» assegnato nel 2015 che per questo si è stati poi costretti ad annullare. La delibera dell’Antitrust era infatti perentoria: «Il consorzio Cns, Manutencoop, Kuadra spa e Roma Multiservizi spa hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza consistente in una pratica concordata avente la finalità di condizionare gli esiti della gara con Consip, attraverso l’eliminazione del reciproco confronto concorrenziale e la spartizione dei lotti da aggiudicarsi nel limite massimo fissato dalla legge». Le sanzioni inflitte andavano dai 56 milioni di euro per l’assegnazione dei lotti maggiori a quasi 6 milioni di euro per quelli più piccoli. Su questo la Procura di Roma ha terminato qualche settimana fa gli accertamenti, ipotizzando il reato di turbativa d’asta, e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio degli amministratori delle ditte coinvolte.

Alcune indagini, poi, sono state portate avanti anche su un’azienda esclusa, la Manital estromessa dalla gara dopo aver vinto quattro lotti per una contestazione di tipo fiscale. Secondo l’Anac questa esclusione si baserebbe su «ripetute omissioni in materia di verifica». L’offerta della Manital avrebbe fatto risparmiare allo Stato 25 milioni di euro.