Adele De Vincenzi
|

Adele De Vincenzi è stata soccorsa in ritardo, solo dopo la chiamata di un netturbino straniero

Adele De Vincenzi è stata soccorsa in ritardo. La giovane ligure, morta a soli 16 anni dopo aver consumato Mdma lo scorso fine settimana, forse avrebbe potuto esser salvata se gli operatori sanitari fossero stati allertati subito dopo che si è sentita male. Il 118 è intervenuto solo dopo la chiamata di un netturbino straniero, l’unico che si è preoccupato oppure aveva capito la gravità della situazione.  La procura di Genova, come spiega il magistrato che la dirige, Francesco Cozzi, sta valutando l’ipotesi di aprire un’indagine contro ignoti per il reato di omisssione di soccorso. Come riportato da La Repubblica di oggi, secondo Cozzi «per una decina di minuti la ragazza sta male ma nessuno chiama i soccorsi. Forse qualcuno non ha capito la gravità della situazione, forse altri non se ne sono preoccupati, è quello che cercheremo di capire meglio».

LEGGI ANCHE > SERGIO BERNARDIN HA CANCELLATO I MESSAGGI SU WHATSAPP CON LO SPACCIATORE MENTRE MORIVA ADELE DE VINCENZI

Come rimarca il procurato capo di Genova Francesco Cozzi, non sono il fidanzato, gli amici oppure altri passanti a chiamare i soccorsi per Adele De Vincenzi. La ragazza è stata aiutata solo da un netturbino straniero, «una persona che ha sentito il dovere di intervenire, di fare qualcosa, uno straniero dal quale forse noi dovremmo imparare, e al quale personalmente stringerei la mano anche se personalmente non l’ho incontrato, ma mi è bastato sentire la telefonata», ha spiegato a Repubblica Cozzi. Adele De Vincenzi ha assunto un grammo di Mdma, che equivale a cinque o sei pastiglie di Ecstasy, e la magistratura vuole capire se nel caso fosse stata soccorsa subita la sua vita avrebbe potuto anche esser salvata. L’inchiesta sulla morte della giovane adolescente ligure prosegue. L’amica di Adele De Vincenzi ha ammesso che la sera della sua morte anche lei aveva contribuito all’acquisto di Mdma, così alleggerendo la posizione dei due ragazzi arrestati per il decesso con l’accusa di spaccio aggravato e morte in conseguenza di un altro reato. Sergio Bernardin, il fidanzato di Adele De Vincenzi, e Gabriele Rigotti sono usciti dal carcere e sottoposti agli arresti domiciliari. Sono indagate altre due persone per spaccio di droga.