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Gli sms di Matteo Renzi a papà Tiziano: «I tuoi amici mi fanno vomitare»

«La stragrande maggioranza di quelli che ti circondano mi fanno vomitare». «Finché io sono un personaggio pubblico, tu per cortesia evita ogni stronzata come quella di aprire un account Facebook». «Se vuoi parlarmi dal punto di vista umano, lo fai». Sono queste alcune frasi al vetriolo di Matteo Renzi inviate via cellulare al papà Tiziano tra fine dicembre e inizio gennaio pubblicate oggi dal Fatto Quotidiano, riportate in un articolo di Marco Lillo.

MATTEO RENZI AL PADRE TIZIANO: «NON USARE FACEBOOK, I TUOI AMICI DA VOMITO»

L’ex premier, a pochi giorni dalle dimissioni dopo la sconfitta al referendum costituzionale, aveva una discussione accesa con il padre sull’indagine napoletana che lo riguarda e delle ricadute sulla famiglia. Lo scambio di messaggi, è inedito, e secondo Il Fatto dimostrerebbe la prudenza dei pm romani nei confronti di Tiziano. Il 25 dicembre, quattro giorni dopo la pubblicazione da parte del Fatto di notizie sull’indagine Consip che coinvolge Tiziano, Renzi al padre (invitandolo alla cautela delle comunicazioni) scriveva:

«Allora, non posso parlarti su whatsup (sic) perché da stamani ho il telefonino impazzito. Hanno pubblicato sui Social il mio numero, puoi immaginare il casino».

E ancora:

«Se vuoi parlare dal punto di vista umano, mi parli. Sul resto, se sei convinto che tutte le persone che incontri siano perbene, sopporti ancora per un po’ il fango e la merda. Su Facebook, non ti iscrivi. Nel modo più assoluto. Il contraddittorio lo fai dai Pm, non sui media diventando una macchietta. Io avevo voglia di lasciare. Non lo faccio solo per rispetto alle persone che ci hanno votato, almeno fino alle elezioni politiche. Dunque se continuo, tu non puoi fare il cazzo che ti pare».

Da parte dell’ex capo del governo anche un invito a non esporsi sui social:

«Finché io sono un personaggio pubblico, tu per cortesia evita ogni stronzata come quella di aprire un account Facebook. Querela chi vuoi querelare ma non fare cazzate. Grazie».

Il padre a Matteo risponde «Ok», poi chiede di vederlo il giorno dopo. La risposta:

«Ok. Ma non fare cazzate, non scrivere su Facebook, non vivere questa fase come un rodeo. Se davvero non hai fatto nulla, e non ne dubito, la verità viene fuori. Prima o poi ma viene fuori. A domani, ci sentiamo per telefono per fissare».

 

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A gennaio arriva anche un singolare giudizio di Renzi sulle persone frequentare dal papà (commentando un’intervista all’imprenditore Luigi Dagostino rilasciata al quotidiano La Verità). Lillo sul Fatto Quotidiano racconta che l’ex presidente del Consiglio invitava il padre a denunciare l’imprenditore, poi aggiungeva:

«L’intervista di quello lì mi conferma nel giudizio: la stragrande maggioranza di quelli che ti circondano mi fanno vomitare».

(Foto da archivio Ansa)