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Chi c’è dietro il fronte Free Vax

Dopo l’episodio di ieri della folla free vax contro tre deputati del Pd oggi Repubblica torna sulla vicenda, tracciando un identikit del Movimento free fax, molto variegato e ben poco definito, specialmente nel sit-in di Roma.

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Riporta Maria Novella De Luca su Repubblica:

Si chiamano No-Vax, No-Obbligo, Free Vax, Vaccino-Basta o Vaccini-No Grazie: un movimento variegato e arrabbiato che cresce con la velocità della Rete, mix di sigle affratellato in nome della “libertà di scelta” che spazia dall’estrema Destra alla Lega, dai gruppi di “nuova democrazia partecipativa” ai M5S. Soggetti che mai si penserebbero insieme, come Simone Carabella, post fascista adesso leghista, “Mister Ok” noto a Roma per i suoi tuffi nel Tevere e i rumorosi happening sociali, e un magistrato “rosso” come Ferdinando Imposimato, 81 anni, fino a ieri famoso per le sue battaglie contro mafia e terrorismo, oggi acclamato leader, anzi “presidente-presidente” dal popolo “No-Vax”. Proprio davanti a Montecitorio, qualche giorno fa, sfidando il caldo, il giudice Imposimato, imbracciando un megafono, aveva definito, tra gli applausi, il decreto sui vaccini «criminale e illegale».
«Ero in piazza, in prima fila — dice Carabella — e vi dico che c’è stata tensione ma non violenza. C’erano soltanto genitori di bambini di malati e dei deputati che forse hanno paura anche della propria ombra. Tutto nella legalità».

Genitori a parte – spiega De Luca – nel movimento si uniscono tre correnti:

i No-Vax duri e puri, abolizionisti, convinti dell’assoluta dannosità dei vaccini, e del complotto tra lo Stato e Big Pharma.
I Moderati, la maggioranza, che ammettono l’importanza di alcuni vaccini, ma chiedono che vengano somministrati
in monodosi e dopo aver fatto test preventivi ai bambini.
Quindi il neonato ma già attivissimo gruppo dei “No-Obbligo” che contesta il decreto in nome della democrazia, perché come dice Luca Marchioni, uno dei leader, «lo Stato non può imporci come curare i nostri figli».
Tra le decine di associazioni in cui sono aggregati la più famosa si chiama “Comilva”, i medici che li rappresentano si chiamano Dario Miedico, Massimo Montinari o il pediatra Eugenio Serravalle, con posizioni diversificate, dagli antivaccinisti ai perplessi, ma tutti concordi sulla libertà di scelta.

(In copertina Carabella durante la protesta, Roma, 28 luglio 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI)