Roncolevà
|

Difendi i migranti? Spacchiamo la tomba di tuo padre

«Ieri notte, tra il 19 e il 20 luglio, è stata profanata la tomba di mio padre. Qualcuno ha preso a mazzate la foto e divelto la lapide». Lo racconta su Facebook Giacomo Carreri, in un post diventato virale. La sua colpa? Aver preso parte alle assemblee organizzate a Roncolevà dal gruppo Verona ai veronesi contro la presenza di richiedenti asilo nel paese. L’uomo è stato ritenuto (per sbaglio tra l’altro) responsabile di un post sulla pagina Veronesi aperti al mondo.

Ecco il post di Giacomo:

Ieri notte, tra il 19 e il 20 luglio, è stata profanata la tomba di mio padre. Qualcuno ha preso a mazzate la foto e divelto la lapide.

Racconto qui di seguito una serie di fatti, ognuno ne potrà trarre poi le proprie conclusioni.

Da inizio mese è presente un gruppo di richiedenti asilo a Roncolevà – il microscopico paese da cui provengo – e da subito, da parte di un gruppo di cittadini, si è creato un presidio permanente davanti alla casa che li ospita, contrario al cosiddetto “business dell’accoglienza”. Durante questo periodo vi sono stati alcuni episodi di violenza: nella notte che ha proceduto l’arrivo dei profughi, sono state lanciate delle pietre contro la casa che li avrebbe ospitati e contro l’auto del presidente della cooperativa che ha in gestione l’accoglienza.

Nelle ultime settimane si sono inoltre registrati altri episodi: sono stati puntati fari contro la casa e contro i richiedenti asilo; inoltre i partecipanti al presidio (che, lo ricordo, si trova davanti la casa che ospita i migranti) fanno suonare regolarmente trombette da stadio nelle ore notturne, qualcuno si è poi reso protagonista di video in diretta Facebook in cui vengono pedinati gli stranieri mentre passeggiano (accusati, tra l’altro, di puzzare) al fine, secondo i pedinatori, di garantire la sicurezza nel paese.

Nelle scorse settimane sono state organizzate due assemblee: una da parte del comitato Verona ai Veronesi, che si è tenuta il 3 luglio. L’altra organizzata dal comune, lunedì 17.

Ho partecipato ad entrambe, senza mai intervenire nella discussione. Nell’ultima, oltre all’intervento del Sindaco e di alcuni cittadini, sono intervenuti anche i portavoce di VERONA AI VERONESI e del presidio permanente del paese. La portavoce di quest’ultimo mi ha peraltro minacciato di querela nel caso avessi diffuso il video (che ho tentato di fare, ma che in realtà non ho fatto per un problema con il cellulare) del suo intervento.

Ieri (19 luglio) sulla pagina Facebook Veronesi aperti al mondo è comparso un post in cui si faceva una sintesi della serata, secondo cui dietro le posizioni ufficiali di contrarietà verso le condizioni cui i profughi sono costretti a vivere, si nascondono invece posizioni razziste, che individuano lo straniero (e non la cooperativa che gestisce l’accoglienza nel paese) come nemico.

Io da tempo seguo la pagina suddetta. Allegata al post della pagina c’è una foto, scattata da una posizione vicina a quella in cui ero io durante la serata.

Non credo serva specificare che la mia sensibilità al fenomeno delle migrazioni e dell’emergenza profughi non è certo un segreto.

Forse, quindi, qualcuno deve aver pensato – erroneamente – che sia io l’autore del post, sulla lapide si trova infatti una scritta che chiaramente rimanda al nome della pagina in questione (vedi foto): “VR – AP – AL – MOND”.

Ciò che preoccupa è che atteggiamenti intimidatori, violenti ed in pieno stile fascista, si stiano propagando nei piccoli paesi come il mio, dove l’esasperazione dei toni e il fomento dell’odio da parte di organizzazioni esterne stanno dando vita a lotte intestine e fratricide.

I vili subumani responsabili di questo scempio si sono mostrati per quello che sono. Traete le vostre conclusioni, io una mia idea me la sono fatta.

NON UN PASSO INDIETRO.

Giacomo ha anche un fratello, Cesare, che è vicesindaco di Trevenzuolo. Risulta chiaro che l’azione vandalica sia contro uno dei due. Ma un indizio grave è proprio quella scritta che compare sulla lapide spaccata. “VR – AP – AL – MOND”. Veronesi aperti al mondo, il gruppo Facebook che si oppone al fronte anti migranti. Una scritta contro alle idee di accoglienza.