microchip sottopelle
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Microchip sottopelle per timbrare il cartellino e pagare il caffè

Non è fantascienza, ma la realtà: dal primo agosto 50 degli 85 dipendenti della compagnia statunitense Three Square Market si faranno impiantare un microchip tra il pollice e l’indice della mano. Il dispositivo sottocutaneo servirà ai dipendenti dell’azienda del Wisconsin per pagare snack e caffè durante le pause dal lavoro, ma anche per timbrare il cartellino. Grosso come un chicco di riso (e – rassicurano – facilissimo da estrarre) il microchip sottopelle è prodotto dall’azienda svedere BioHax International, spezializzata appunto in sensori biometrici.

MICROCHIP SOTTOPELLE PER I DIPENDENTI: LA RIVOLUZIONE NEGLI USA

Per Three Square Market è un esperimento più che una politica aziendale: l’azienda infatti è specializzata in software per i locali destinati al coffee-break all’interno degli uffici. Un must negli USA: ce n’è uno anche all’interno della sala stampa della Casa Bianca. L’evoluzione nell’acquisto di caffè e snack dalle macchinette è stata rapida: monetine, poi anche banconate e infine carte di credito. Il microchip sottopelle potrebbe risolvere il problema di portarsi in giro il portafogli.

«I microchip sono il futuro nel campo dei pagamenti, e noi vogliamo essere parte di questo fenomeno», spiega Todd Westby, ceo di Three Square Market. I 50 dei suoi dipendenti che il primo agosto si faranno impiantare il microchip sottopelle hanno aderito all’iniziativa su base volontaria. Per l’occasione Westby ha organizzato anche un party, il «chip party».

MICROCHIP SOTTOPELLE, I PRECEDENTI IN EUROPA

Three Square Market sarà la prima compagnia americana ad adottare i microchip sottopelle, mentre in Europa la novità è già stata introdotta in Olanda e in Svezia. L’ultimo caso noto, raccontato dalla Stampa è quello del businessman olandese Martijn Wismeijer, che si è fatto impiantare due chip nelle mani, “uno a sinistra in cui conserva i suoi dati pubblici che può comunicare a molti fra i telefonini smart di generazione avanzata, l’altro a destra in cui trsporta le informazioni private, soprattutto le password e il portafoglio coi Bitcoin, la moneta elettronica virtuale”. Nel paese dei tulipani pare che ci siano già una cinquantina di persone che hanno scelto di farsi impiantare un dispositivo di questo genere e nel mondo – scriveva lo scorso settembre il Wall Street Journal – ci sarebbero tra i 30.000 e i 50.000 microchip sottocutanei attivi.

MICROCHIP SOTTOPELLE, IL RISCHIO PER LA PRIVACY

Al di là della praticità di fare acquisti solo avvicinando la mano, restano forti perplessità sui dispositivi sottocutanei, che potrebbero rappresentare un grave pericolo per la nostra privacy e la nostra sicurezza. «Il microchip sottopelle non contiene un Gps, e quindi non ci consente di seguire i movimenti degli impiegati. Le informazioni che contiene sono criptate, perciò la privacy è assicurata», garantisce Todd Westby.

Foto copertina tratta dal profilo Facebook di Three Squadre Market