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La svolta delle Baleari: qui corride senza sangue

Il Parlamento delle Isole Baleari ha approvato ieri una legge che proibisce di uccidere o di fare male ai tori nelle corride. Nell’arena saranno vietate banderillas e spade: i tori non potranno soffrire, né fisicamente, né psicologicamente. Al termine della corrida, anziché essere uscciso, il toro verrà consegnato dal torero a un veterinario, che ne accerterà le buone condizioni di salute.

La corrida in “stile baleare” durerà anche meno dei 20-30 minuti soliti: al massimo 10. E prevederà un test anti-doping obbligatorio sia per il toro che per il torero. Restrizioni anche per il pubblico: nessun under 18 potrà consumare bevande alcoliche all’interno dell’arena.

LA BATTAGLIA DEI CONSERVATORI PER DIFENDERE LE CORRIDE

La legge, voluta dalle associazioni ambientaliste, è stata approvata dalla maggiornza del Partito socialista (Psoe), da Podemos e da altri partiti regionali e osteggiata invece dai conservatori del Partito popolare (Pp) e da Ciadadanos. I conservatori hanno già annunciato la battaglia legale, perché “la norma viola la protezione costituzionale del patrimonio culturale”.

La battaglia legale non si preannuncia facile, considerando che lo scorso anno la Corte Costituzionale ha respinto una norma del 2010, con cui la regione semi-autonoma della Catalogna vietava le corride.

Proprio per evitare questo, il Parlamento delle Baleari ha approvato questa legge che non vieta le corride, ma le modifica radicalmente, senza morte e ferite. “Questo voto mostra che un divieto totale non è strettamente necessario a mettere fine alle corride”, ha esultato l’animalista Joanna Swabe.

Piovono critiche da parte di chi lavora nel settore delle corride: la paura è che senza sangue smettano di attrarre spettatori. In realtà – controbattono i proibizionisti – nelle isole Baleari le corride sono rare e poco frequentate, quindi l’impatto della norma sul Pil è trascurabile.