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Incendio in un allevamento di visoni a Villadose, in provincia di Rovigo

«Sono stati gli animalisti»: Massimiliano Filippi – titolare di due allevamenti di visoni in Veneto e segretario generale di FederFauna, la Confederazione Sindacale degli Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali – è sicuro che ad appiccare l’incendio nel suo allevamento di visoni a Villadose, venerdì 21 luglio, siano stati gli animalisti.

Le fiamme hanno cominciato a divampare alle 15,30 da un deposito di paglia che si trova a una decina di metri dalla recinzione e a ridosso della casa colonica. Ad accorgersene è stata la figlia del proprietario, che nulla ha potuto per fermare l’incendio. Nell’allevamento di visoni di via Romolo Andreotti sono intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco di Rovigo, che hanno impiegato oltre tre ore e mezzo per domare le fiamme.

NESSUN ANIMALE MORTO NELL’INCENDIO ALL’ALLEVAMENTO DI VISONI

«In quella stalla non c’erano animali», rassicura Filippi. L’allevatore ha deciso di lasciare libera quell’area, proprio perché troppo vicina alla recinzione e quindi accessibile agli animalisti, che nella zona hanno messo a segno diversi blitz per liberare i visoni dagli allevamenti. Allevamenti che in Italia sono particolarmente intensivi, con gabbie di pochi centimetri, dove vengono ammassati più visoni, animali selvatici, che in cattività soffrono in maniera particolare. Una volta liberati, i visoni cresciuti in allevamento, non riescono a sopravvivere e muoiono dopo pochissimo tempo.

L’allevamento di visoni di Massimiliano Filippi era stato protagonista di una quinta puntata di Animali Come Noi circa dal minuto 20.

Animali come noi, quinta puntata: “Il cacciatore”

GLI ATTACCHI AGLI ALLEVAMENTI DI VISONI

L’ultimo assalto in un allevamento di visoni risale allo scorso 2 luglio, in un allevamento di Scorzè, in provincia di Venezia. Qui sono arrivate due persone con il volto coperto dal passamontagna, con l’intento di liberare i visoni. Fermati però dalle vetrate blindate, hanno preso di mira il furgone del titolare, Michele Caccaro: hanno sfondato il finestrino del mezzo, versato liquido infiammabile nell’abitacolo e poi appiccato il rogo, come riporta il Gazzettino. Si tratta del terzo attacco in cinque anni all’allevamento di Scorzè, i primi due rivendicati da A.L.F (Animal Liberation Front)  «Nel video si vedono due persone, ma credo fossero anche di più – ha racconta il titolare – Hanno provato a sfondare la vetrata del quadro generale con un martello, non ci sono riusciti e allora hanno deciso di distruggermi il furgone, aveva solo due mesi di vita. Queste persone, nella scala evolutiva, sono ben al di sotto degli animali di cui si proclamano protettori».

LA LOTTA ANTI-ANIMALISTI DELL’ALLEVATORE DI VISONI

Massimiliano Filippi, da tempo in prima linea contro gli animalisti (numerosi gli attacchi politicamente scorretti mossi dalla confederazione di cui è fondatore FederFauna, come il premio Hitler all’animalista dell’anno), era consapevole del rischio di incursioni nel suo allevamento di visoni di Villadose. In passato aveva trovato le foto di un suo allevamento su un sito animalista e aveva fatto installare un sistema di allarmi e videosorveglianza. «Quella data alle fiamme era l’unica parte senza telecamere», spiega a Giornalettismo, ribadendo però: «Non ho paura e vado avanti, anche ad espormi come ho fatto fino ad esso».

TROPPI ALLEVAMENTI A VILLADOSE (ROVIGO): RISCHIO INQUINAMENTO

A Villadose, un paese di appena 5.000 abitanti, sono parecchio accese le polemiche contro gli allevamenti intensivi e non solo da parte degli animalisti. La preoccupazione riguarda indetti la qualità dell’aria e dell’acqua del piccolo centro, che ospita – oltre all’allevamento di visoni – un allevamenti di suini, di polli, una fabbrica farmaceutica e una di materie plastiche. Proprio venerdì il Comitato Terre Nostre Veneto e la sezione dell’associazione ambientalista di Villadose – come riporta Polesine24 – hanno presentato al Comune una diffida contro l’apertura di un nuovo allevamento intensivo di polli ad appena un chilometro dal centro del paese. Dal nuovo allevamento dovrebbero uscire 522mila polli all’anno e – secondo le associazioni – questo comporterebbe «un aumento dell’intensità di esalazioni di odori molesti ai danni degli abitanti».

Eppure per Massimiliano Filippi è impossibile che dietro all’incendio al suo allevamento di visoni ci siano i residenti del Comune: «Escludo in maniera categorica che siano stati gli abitanti di Villadose», spiega a Giornalettismo, aggiungendo che: «La protesta contro il mio allevamento di visoni che c’è stata in passato (200 persone presenti alla manifestazione in piazza ndr) era aizzata solo dalle associazioni animaliste e da fuori, gli abitanti ora non sono assolutamente preoccupati». Domani Filippi formalizzerà una denuncia contro ignoti presso la Procura, mentre Carabinieri e Digos hanno già fatto i rilievi sul luogo e dato il via alle indagini.

ALLEVATORE DI VISONI: «VOGLIO UNA LEGGE CONTRO L’ECOTERRORISMO»

Il titolare dell’allevamento di visoni dato alle fiamme sostiene che il problema in Italia sia la normativa: «Io voglio che venga introdotta la legge contro l’ecoterrorismo», spiega. FederFauna, di cui è segretario, da anni chiede che sia introdotto questo reato nella normativa italiana, come è accaduto negli Stati Uniti. «In questo senso ho ricevuto promesse sia da destra che da sinistra», sostiene Filippi. Una legge di questo genere potrebbe prevedere pene detentive anche per chi entra negli allevamenti, per controllare e documentare le condizioni in cui vivono gli animali. 

Foto copertina: ANSA