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Grindadráp, la mattanza di balene continua alle Isole Faroe | VIDEO

 

È la stagione del “grindadráp”, la parola faroese che indica la mattanza dei cetacei. Il 17 luglio c’è stato il decimo rituale sanguinoso da fine maggio, che – con quasi 200 esemplari balene pilota uccisi in un solo giorno – ha portato a oltre 700 il numero dei massacri del 2017.

Ogni anno, durante l’estate, quando i branchi si avvicinano ai fiordi delle Isole Faroe, appartenenti alla Danimarca, le imbarcazioni le circondano e, disposte a semicerchio, li spingono a riva, dove c’è l’acqua bassa. Lì si radunano tutti, adulti, anziani, donne e bambini, che per l’occasione “di festa” possono uscire da scuola, per assistere al grindadráp.

Una tradizione, un rituale brutale a cui gli abitanti delle Isole Faroe non vogliono rinunciare. Dopo aver fatto arenare le balene sulla spiaggia, i cacciatori faraonesi iniziano la vera mattanza: aggrediscono i cetacei con speciali coltelli e gli tagliano la spina dorsale. In pochi minuti l’acqua si riempie di sangue e diventa tutta rossa.

La stagione 2017 dei grindadràp si è aperta il 21 maggio, con 83 balene pilota uccise a Bøur. Doppia grind il 16 giugno: con 164 globicefali massacrati a Tórshavn e 8 lagenorinchi, una specie di delfini poco conosciuta e molto diffusa nel mare del Nord, a Skálafirði. Quasi duecento animali massacrati nel grindadráp del 26 luglio, poi ancora 43 tre giorni dopo, a cui si aggiungono le 70 balene massacrate il 5 luglio. Una lista infinita, di cui la mattanza dello scorso 17 luglio, in cui sono stati uccisi 200 esemplari di balena pilota – è solo l’ultima voce.

Conto il grindadràp si batte da oltre 30 anni Sea Shepherd, l’organizzazione in difesa degli animali marini. A luglio di quest’anno ha sporto denuncia all’Unione Europea per gli atroci massacri delle balene: «L’obiettivo di Sea Shepherd è quello di mostrare questa atrocità al mondo. Sea Shepherd non può fermare le uccisioni e non abbiamo mai preteso di poterlo fare, ma costruire una consapevolezza globale e lavorare per costruire una forte base politica ed economica porterà a una pressione economica, diplomatica e politica che risulterà efficace», ha spiegato Paul Watson, Capitano e Fondatore di Sea Shepherd

L’opposizione di Sea Shepherd al grindadráp deve spesso fare i conti con la violenta resistenza dei faroani: navi dell’organizzazione sequestrate, volontari molestati, picchiati, arrestati e multati. «I funzionari delle Isole Faroe hanno cambiato le leggi per tutelare la grind e punire severamente chiunque cerchi di proteggere globicefali e delfini dall’uccisione, – spiega Sea Shepherd in un comunicato – per far rispettare queste leggi ed effettuare gli arresti, hanno ottenuto l’assistenza di funzionari danesi, della Marina e di rappresentanti doganali».

Per questo Sea Shepherd ha denunciato la Danimarca all’Unione Europea (le Isole Faroe non ne fanno parte, quindi non possono subire alcuna infrazione). «Sebbene la squadra giuridica di Sea Shepherd, dopo due anni di raccolta di prove sostanziali, abbia già presentato una relazione dettagliata e approfondita per sostenere la richiesta di infrazione, continueremo a documentare e raccogliere ulteriori prove che la Danimarca facilita illegalmente questo massacro, fino a quando la grind non sarà interrotta del tutto», è l’obiettivo dell’organizzazione.