|

Cannabis terapeutica introvabile, alle farmacie non conviene tenerla | VIDEO

Cannabis terapeutica, è legale, ma non si trova. Da qualche settimana, da quando cioè – per effetto del decreto del Ministero della Salute del 23 marzo 2017 – viene venduta ovunque al prezzo fisso di 9 euro al grammo, molte farmacie hanno smesso di venderla: a loro costa 8,4 euro al grammo, più le spese di spedizione e il lavoro del farmacista. Basta poco per capire che il guadagno non c’è e quindi non conviene tenerla.

Il risultato è una vera e propria emergenza sanitaria, come denuncia oggi il Fatto Quotidiano. I malati di diverse patologie, ma accumunati dal ricorso a trattamenti a base di cannabis terapeutica, «esasperato dalle molteplici situazioni che stanno aggravando la nostra condizione di pazienti e persone», si sono rivolti alle più alte cariche dello Stato per chiedere loro, attraverso change.org «accessibilità, gratuità e continuità della cannabis terapeutica per tutti».

CANNABIS TERAPEUTICA INTROVABILE, I DISAGI DEI PAZIENTI

«La cannabis per me è simbolo di speranza, per poter vivere una vita più dignitosa e più normale», ha spiegato Melissa, 26 anni, malata da 7 di sclerosi multipla, in un video appello pubblicato su change.org. «Purtroppo – denuncia Melissa – ho riscontrato diverse difficoltà nel reperire il farmaco, in quanto sono poche le farmacie che lo dispensano e puntualmente capita di dover aspettare per giorni che il farmaco sia reperibile, soprattutto in quest’ultimo periodo». Il risultato è che i malati si arrangiano come possono: viaggiano per l’Italia in cerca della cannabis terapeutica o ne diminuiscono il dosaggio per farlo durare di più, anche se «in pochi giorni la diminuizione porta a un’esplosione di tutti i sintomi che la terapia riusciva a tenere a riposo», spiega Melissa, chiedendo alle istituzioni «di non abbandonarci e di poterci permettere di accedere a una terapia che in alcuni casi ci ridà la vita».

La penuria di cannabis terapeutica è un paradosso, se si pensa che da quest’anno – oltre a quella olandese – per i pazienti c’è anche la Fm2, la cannabis di Stato, prodotta dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Mentre la ditta olandese Bedrocan importa in Italia quattro varietà, la cannabis made in Italy è di un solo tipo, ma «ogni varietà di Cannabis contiene principi attivi peculiari (cannabinoidi, terpeni e molti altri), quindi un’unica varietà, che ne contiene determinate concentrazioni, non può essere adatta a tutte le patologie», spiegano i pazienti. Il problema è che dall’Olanda la cannabis terapeutica fatica ad arrivare.

LEGGI ANCHE > NAPOLI, IN PIAZZA IL CORSO DI COLTIVAZIONE DELLA CANNABIS | VIDEO

CANNABIS TERAPEUTICA, DALL’OLANDA NE ARRIVA SEMPRE MENO

«Come ci viene riferito da farmacie private ed ospedaliere – denunciano i pazienti che si curano con cannabis terapeutica – manca l’importazione completa del nostro fabbisogno farmaceutico dalla Bedrocan Olanda; questo rende la vita dei pazienti in cura con le specialità olandesi un vero inferno, mancando di continuità». Il sospetto del Fatto Quotidiano è «che un quintale fosse ritenuto sufficiente, come nel 2016. Il timore è che sia finito a giugno, e solo nel 2018 l’Olanda riaprirà i rubinetti. Secondo addetti ai lavori, per il 2017 gli importatori hanno chiesto di raddoppiare a 2 quintali. Ma il ministero avrebbe risposto picche». Una scelta irragionevole per il quotidiano, che sottolinea come in Olanda vengano distribuiti 400 chili di cannabis terapeutica all’anno per 18 milioni di abitanti, mentre in Italia meno della metà per 60 milioni di persone.

CANNABIS TERAPEUTICA, PER LE FARMACIE È RISCHIOSO TENERLA

C’è poi un altro fattore, che rischia di disincentivare i farmacisti a rifornirsi di farmaci a base di cannabis terapeutica: «Diverse farmacie hanno ricevuto multe da quali 9mila euro per essere apparse su una mappa del sito Let’s Weed: un servizio per localizzare medici e luoghi dove acquistare cannabis medica», si legge sul Fatto. Sembra che la citazione sul sito abbia infranto il divieto di propaganda di sostanze illecite. «È una legge del 1990 e vale per la marijuana da strada. Applicarla ai farmaci legali è demenziale», spiega l’avvocato Carlo Alberto Zaina al Fatto Quotidiano.