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La becera vignetta sessista contro l’assessore M5S di Assemini

Due wurstel che richiamano chiaramente una forma fallica. In primo piano, un fotomontaggio dell’assessore del comune di Assemini Jessica Mostellino (M5S). Fioccano le polemiche nel comune del Cagliaritano, dopo che la vignetta è stata pubblicata sulla pagina Facebook Comix Assemini. «Questa non è ironia, ma solo becero maschilismo» commenta giustamente il sindaco pentastellato Mario Puddu, in difesa del proprio assessore alla Cultura.

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VIGNETTA SESSISTA ASSEMINI, LA POLEMICA

Dopo qualche ora, la vignetta è stata rimossa dalla pagina Facebook che l’aveva pubblicata, con tanto di scuse nei confronti di Jessica Mostellino. «Ci spiace che la vignetta sulla sagra del wurstel promossa dall’amministrazione, non sia stata gradita – si legge sulla pagina -. Nel rispetto delle finalità per le quali la pagina è nata, vogliamo ribadire che non si voleva offendere nessuno, tantomeno l’assessora. Ma visto che questo è accaduto, manifestiamo le nostre scuse all’assessora».

VIGNETTA SESSISTA ASSEMINI, L’ATTACCO DELLA GIUNTA

La cancellazione della vignetta si è resa necessaria dopo che il sindaco aveva espresso tutto il suo disappunto per quanto avvenuto. «Se la politica gioca al ribasso – fanno sapere dalla giunta -, e si attacca a squallide immagini sessiste pur di arrivare allo scopo di denigrare i componenti della Giunta, noi non ci stiamo». La vignetta ritraeva l’assessore con un boccale di birra in mano, mentre le scritte «Sagra del würstel» e «Vi aspetto» campeggiavano sul disegno.

Per la giunta del Movimento 5 Stelle di Assemini, l’episodio ha rappresentato anche l’occasione per un’altra amara riflessione: «Stupisce – ricordano sindaco e Giunta – che quando è stata attaccata la presidente della Camera Laura Boldrini certi esponenti regionali e locali si siano esposti e dichiarati scandalizzati di questo volgare modo di far ironia. Ora che viene attaccata un’esponente del Movimento 5 Stelle tutti gli altri si voltano dall’altra parte. All’attacco gratuito e personale, e non politico, ci siamo abituati da quattro anni ad oggi. Ma la misura è colma».

La satira, si sa, a volte può essere molto feroce. Ma quella di stampo sessista provoca sempre un certo fastidio. C’è davvero bisogno di questi espedienti per alimentare un dibattito politico già di livello molto basso?