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La mamma coraggio: il figlio alpinista muore sul Cervino, lei discute la sua tesi

Lo scorso 8 luglio, Cristina Giordana ha avuto la notizia che nessuna madre vorrebbe mai ricevere. Il figlio Luca, alpinista e studente di biologia, era morto durante un’escursione sul monte Cervino. Un piede in fallo e un precipizio lunghissimo, nel corso di una manifestazione sportiva. Quella stessa mamma, tredici giorni dopo, ha trovato la forza di portare a termine quello che il proprio figlio aveva lasciato in sospeso. Oggi, ha discusso la tesi che Luca aveva preparato ed è riuscita a ottenere un simbolico certificato di laurea in biologia.

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MAMMA DISCUTE TESI FIGLIO

La signora Giordana ha presentato, davanti alla commissione, il lavoro portato avanti dal figlio: un trattato sugli effetti del succo di barbabietola sulla prestazione sportiva ad alta quota. «Con mio figlio ho sempre condiviso tutte le passioni, dalla montagna a quella per lo studio, in un perfetto legame intellettuale – ha detto la mamma all’uscita della facoltà di Biologia di Torino -. Per me è normale essere qui oggi al suo posto».

La donna ha ricordato di non essere laureata e ha vissuto come una sorta di segno del destino questa discussione della tesi, resa possibile – indirettamente – proprio dallo stesso Luca. Gli amici e i parenti, radunati in facoltà proprio come se dovessero festeggiare il giorno speciale dello sfortunato ragazzo, si sono mostrati commossi ed emozionati.

MAMMA DISCUTE TESI FIGLIO, L’ULTIMO SOGNO DI LUCA

E ora, chissà, c’è un altro sogno di Luca rimasto nel cassetto che la mamma e i suoi familiari vorrebbero realizzare: quello di scalare gli 8mila metri del Dhaulagiri in Nepal. Sarebbe stato il suo regalo di laurea. Ma, per il momento, Cristina Giordana non ci pensa: «Il Dhaulagiri adesso è troppo basso – sorride – ora è andato molto più su».

(FOTO: ARCHIVIO/ANSA)