Bomba atomica Italia
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Quelle bombe atomiche USA nascoste in Italia e che ora sono top secret

Qualcuno, con ogni probabilità, non sa nemmeno che attualmente ad Aviano e Ghedi Torre sono nascoste 70 bombe atomiche B61 di proprietà degli Stati Uniti. Eppure, questo dato è pubblico. Tuttavia, in concomitanza con la fase di ingegnerizzazione e con la conseguente produzione in serie delle B61-12 (le nuove armi di distruzione di massa made in USA) le misure di sicurezza dei siti stranieri che le ospitano (e le eventuali ricollocazioni sul territorio di altri Paesi) diventano top secret. Saranno gestite, cioè, soltanto da un piccolo gruppo dell’intelligence americana.

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BOMBA ATOMICA ITALIA, QUANTE SARANNO LE B61-12?

È quanto riportato dal quotidiano Il Manifesto nella sua edizione odierna. Le bombe atomiche B61-12 non costituiscono un semplice aggiornamento delle precedenti, ma rappresentano una vera e propria nuova arma, con specifiche del tutto proprie. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano catalogato come top secret la loro sicurezza e il personale addetto alla loro gestione viene giustificato con motivi precauzionali, «per evitare che gli avversari conoscano troppo rispetto alle vulnerabilità delle armi USA».

BOMBA ATOMICA ITALIA, DOVE SARANNO COLLOCATE?

Ma, nei fatti, comporta anche un’altra conseguenza: non si conoscerà né il numero degli ordigni presenti in Paesi alleati (come l’Italia), né eventuali nuove ricollocazioni. Secondo Il Manifesto, ad esempio, una base americana che potrebbe contenere armi nucleari potrebbe essere quella di Camp Derby, vicino Pisa, dove attualmente vengono stoccate altre bombe americane.

Una nuova, potentissima arma (capace di essere sganciata non soltanto in verticale, ma di poter invadere anche i bunker avversari, con una forza di deflagrazione superiore rispetto alle versioni precedenti), insomma, verrà trasportata anche in Europa, non solo in Italia, ma anche in Polonia e in altri Paesi dell’Est. Ma nessuno – eccetto i più alti vertici militari statunitensi – saprà dove si troverà. E questo fatto aumenterà senz’altro la protezione della riservatezza degli armamenti USA. Ma che ne sarà della sicurezza delle regioni italiane e di altre nazioni europee che li «ospitano»?

(FOTO: ANSA/TELENEWS /gid)