Carlo Giuliani
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Carlo Giuliani, 20 luglio anniversario della sua morte con duro attacco contro di lui

Carlo Giuliani non era un eroe, non lo è mai stato e mai lo sarà, e non è morto da martire ma da aggressore. Angelo Vaccarezza ha rivolto parole severe contro il giovane genovese ucciso durante gli scontri del G8 di Genova, nel giorno dell’anniversario della sua morte. 16 anni fa, nelle ore in cui scriviamo quest’articolo, le tensioni tra manifestanti no-global e forze dell’ordine causarono una tragedia, la morte di Carlo Giuliani, a soli 23 anni. Giuliani è stato ucciso per legittima difesa secondo la magistratura italiana dal carabiniere Mario Placanica, che si trovava in una camionetta in piazza Alimonda. L’azione di Carlo Giuliani, che nel momento in cui uno sparo l’ha ucciso stava impugnando un estintore, è stato criticato in modo pesante da Vaccarezza, che ha rimarcato come il manifestante stesse compiendo «un gesto assolutamente sbagliato, ben conoscendo i rischi che correva e per questo viene celebrato come un martire. La sua morte é una tragedia vera. Ma non va ricordata come il martirio di un eroe, perché lui eroe non lo e’ mai stato, ne mai lo sarà».

L’ATTACCO CONTRO CARLO GIULIANI DI ANGELO VACCAREZZA

Angelo Vaccarezza, ex presidente della provincia di Savona, è intervenuto nel Consiglio regionale della Liguria, che stava affrontando una discussione sul G8 di Genova. In questi giorni cade l’anniversario di quei giorni che hanno sconvolto l’Italia, per la morte di Carlo Giuliani, per gli scontri in piazza e per le violenze commesse dalla polizia a Bolzaneto come alla Scuola Diaz. Dopo che alcuni agenti condannati per quei fatti son rientrati in servizio il capo della polizia Gabrielli ha ammesso come siano state compiute dalle forze dell’ordine violenze comparabili alla tortura. Vaccarezza ha preferito però attaccare Carlo Giuliani, nell’anniversario della sua morte. Un giudizio condiviso sul G8 di Genova è probabilmente difficile da trovare, ma l’umana compassione per la morte di un ragazzo avrebbe consigliato di evitare parole così severe.

Foto copertina: Luca Zennaro /ANSA