Totò Riina
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Riina resta in carcere: no alla scarcerazione dal Tribunale di Bologna

Riina resta detenuto al 41 bis, o meglio nel reparto dell’ospedale di Parma riservato ai detenuti. Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato la richiesta di scarcerazione dei legali del boss. Gli avvocati avevano chiesto il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare. I giudici hanno riunito i due procedimenti, prendendo un’unica decisione. Il provvedimento è stato depositato pochi minuti fa.

La richiesta è stata avanzata per ragioni di salute del boss di Cosa Nostra, malato terminale ricoverato già all’Ospedale di Parma. Ad opporsi alla richiesta dei legali di Riina, il procuratore generale di Bologna Ignazio De Francisci

NO ALLA SCARCERAZIONE DI RIINA, IL LEGALE ANNUNCIA RICORSO IN CASSAZIONE

Per il difensore di Totò Riina, l’avvocato Luca Cianferoni, l’ordinanza è «ampiamente impugnabile» in Cassazione, perché «implicitamente riconosce al boss il fatto che deve rimanere ricoverato in ospedale». Per Cianferoni, si tratta di «meccanismi giuridici che non ci danno una ragione formale ma ci danno una ragione sostanziale»

RIINA, LA DISCUSSA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna aveva già rigettato la richiesta di differimento della pena o detenzione domiciliare avanzata dai legali del boss di Cosa Nostra. Una decisione contro cui l’avvocato di Riina si era opposto in Cassazione. La Suprema Corte aveva accolto il ricorso e aperto la via a una possibile scarcerazione del mafioso, per tutelare il suo diritto a una “morte dignitosa”. Una sentenza che ha suscitato numerose polemiche e spinto la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi a fare visita a Riina, per verificare di persona il suo stato di salute.

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