D'Alema
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D’Alema for president: ecco l’ultima provocazione de Il Foglio

«Lui in campo davvero. Sì: sarebbe il Massimo», inzia così l’appello del Foglio per la candidatura a premier di Massimo D’Alema, come leader della «sinistra a sinistra del Pd». La firma è del direttore del quotidiano fondato da Giuliano Ferrara, Claudio Cerasa, che non nasconde provocazione e sarcasmo nel suo endorsement per l’ex presidente del Consiglio.

«Serve che D’Alema la smetta di fare il guru dimostrando che le sue idee pesano non solo sui giornali ma anche in ambito elettorale», scrive il direttore Cerasa poco prima di ricordare le più recenti sconfitte subite dall’ex premier: quella in Puglia nella battaglia contro Ivan Scalfarotto per l’assemblea nazionale del Pd e «l’ultima volta che ha provato a misurare il suo consenso tra gli amici della sinistra qualche settimana fa, quando i compagni delle fondazioni europee lo hanno gentilmente accompagnato fuori dalla prestigiosa guida delle fondazioni che fanno riferimento alle sinistre europee».

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Cerasa lancia una scoccata anche al concorrente Fatto Quotidiano, di cui scrive – citando un’intervista a D’Alema della scorsa settimana – «giornale sobrio con il quale l’ex presidente del Consiglio ha scoperto una bella e sincera sintonia». «Quando un leader genera speranza e aspettativa ha il dovere di confrontarsi con il voto popolare», ha dichiarato D’Alema ai cronisti del Fatto che lo hanno intervistato («erano addirittura due, quasi a voler segnalare che il pensiero del leader Massimo è così raffinato da aver bisogno di almeno un paio di persone per decodificarne il senso politico e i mai livorosi messaggi», nota sarcasticamente Claudio Cerasa).

D’ALEMA ALLA GUIDA DELLA “SINISTRA A SINISTRA DEL PD”: L’APPELLO DE IL FOGLIO

È la frase di D’Alema sulla leadership a dare il “la” all’editoriale del Foglio: «Parlando di Pisapia non si è accorto che in realtà parlava di sé». «Il fatto che Massimo D’Alema abbia detto in passato che non si sarebbe mai più ricandidato alla presidenza del Consiglio è in fondo una questione perfettamente superabile considerando le molte cose dette e promesse negli ultimi mesi dal Max che poi non si sono realizzate», scrive Cerasa, prima di tirare all’ex presidente del Consiglio l’affondo finale. «Restiamo convinti del fatto che l’uomo che da vent’anni, con classe, eleganza e intelligenza, tanta di guidare verso l’irrilevanza la sinistra italiana in fondo poteva essere sfruttato meglio e sarebbe potuto diventare un grande simbolo delle sinistre europee, indicando regalarmente la giusta via da non seguire».

Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI